Facebook delega un Comitato di controllo indipendente per confermare o meno la sospensione dell’account di Trump

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Alle 18.00 di oggi, ora italiana, l’ufficio stampa di Facebook ha reso noto di aver deferito all’Oversight Board – il Comitato di Controllo – la decisione in merito alla sospensione dell’account dell’ex presidente Trump. In particolare, il Comitato dovrà decidere se rendere la sospensione definitiva o restituire al tycoon la possibilità di accedere e utilizzare i propri account Facebook e Instagram.

“Pensiamo che la nostra decisione di sospendere l’ex presidente Trump fosse corretta, ma non crediamo di dover prendere queste decisioni in modo autonomo. Data l’importanza della scelta, l’abbiamo deferita al Comitato di Controllo. Fino ad allora, l’accesso del signor Trump continuerà ad essere sospeso”, recita il tweet.

Il Comitato di Controllo è un organismo indipendente creato nel 2020 “per aiutare Facebook ad affrontare alcune tra le questioni più difficili in merito al tema della libertà di espressione online: cosa rimuovere, cosa lasciare e perché”, si legge sul loro sito. Il comitato è costituito da esperti civili e esponenti di rilievo esperti in diverse materie, che garantiscono pertanto una pluralità di visioni e di approcci.

Le decisioni prese dal comitato di controllo saranno vincolanti e Facebook dovrà procedere di conseguenza, sempre e comunque nel rispetto delle normative vigenti. Né il CEO Mark Zuckerberg, né altri manager o dipendenti di Facebook, potranno ribaltare o ignorare il verdetto.

“Crediamo che la nostra decisione a caldo sia stata necessaria e corretta”, si legge nella nota di Nick Clegg, VP della Comunicazione e degli Affari Globali di Facebook. “Aspettiamo con impazienza la decisione del comitato, e speriamo che, vista la chiara giustificazione delle nostre azioni del 7 gennaio scorso, sia di approvazione per la scelta compiuta.”

La scelta di sospendere gli account di Donald Trump fu comunque presa in circostanze straordinarie e senza alcun precedente su cui basare le decisioni. Per questo il messaggio di Mark Zuckerberg prevedeva una sospensione almeno fino al giuramento del Presidente eletto Joe Biden. Ora che la cerimonia di insediamento è completa, è tempo di decidere se restituire il palcoscenico a Trump, o se decretare una sospensione definitiva.

“Le reazioni alla nostra decisione mostrano quanto sia delicato l’equilibrio che le aziende private sono tenute a mantenere”, prosegue Clegg. “Alcuni hanno affermato che avremmo dovuto bannare Trump molto tempo prima, e che la violenza compiuta al Campidoglio sia stata essa stessa causata dai social media; altri che (la decisione) era uno sfoggio inaccettabile di un potere aziendale senza autorità nel dibattito politico”.

Facebook è sempre partita da un presupposto fondamentale: nelle democrazie aperte le persone hanno il diritto di ascoltare ciò che i loro politici intendono dire – il buono, il cattivo e anche il brutto – e ciò di cui si assumono la responsabilità. Tuttavia, questa garanzia di libertà di parola non significa autorizzare uno qualsiasi di questi politici “ad utilizzare le nostre piattaforme per incitare alla violenza”, sottolinea Clegg.

Aspettiamo quindi la decisione del comitato di controllo, che sarà vincolante e indipendente dalle posizioni fin qui assunte da Facebook stessa.