Facebook sta sviluppando il proprio clone di Clubhouse

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Foto da Canva.com

Non è certo arrivata come una sorpresa la notizia, data ieri 10 febbraio dal New York Times, che Facebook stia sviluppando la propria versione di “Clubhouse” per contrastare la crescita della ormai famosa app solo audio che è schizzata in vetta agli argomenti di discussione dopo l’intervista a Elon Musk dello scorso 31 gennaio.

Mark Zuckerberg non può sicuramente tentare l’acquisizione in un momento così delicato, in cui operazioni analoghe completate in passato sono nel mirino dell’Antitrust. Eppure, a quanto riporta il New York Times, ha espresso il proprio interesse in forme di comunicazione puramente audiofoniche, e ha fatto la propria comparsa come ospite al The Good Time Show una settimana esatta dopo che lo stesso programma aveva già ospitato Elon Musk.

Il team di sviluppatori di Facebook starebbe quindi lavorando su una versione proprietaria di Clubhouse, e non sarebbe la prima volta per Palo Alto. Nel 2016 Instagram copiò l’idea dei contenuti che spariscono dopo 24 ore, caratteristici di Snapchat, e diede vita alle stories (poi applicate anche a Facebook, Messenger e WhatsApp, e imitate in seguito da LinkedIn, Twitter e, in modalità leggermente diversa, anche da Pinterest). Poi è arrivato TikTok, e la mania per video bite-size, ed ecco che sono nati i Reels. E con la crescita esponenziale di Zoom per via della pandemia, Facebook ha prontamente lanciato la propria versione, le “Rooms” (stanze).

Sarà curioso capire se il nuovo sviluppo verrà integrato alla già ricchissima app di Facebook, o se verrà lanciata un’app separata e a se stante, che possa tuttavia comunicare e integrarsi con le altre piattaforme del gruppo. Sicuramente, se Zuckerberg ha messo al lavoro il New Product Experimentation Team, è perché ha visto il potenziale in termini economici dei servizi solo-audio.