Facebook, vola la raccolta pubblicitaria ma già si pensa al “Metaverso”. Trimestrali da record per le altre big tech

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I loghi delle big tech companies - Foto da Wikimedia Commons

Sull’onda delle trimestrali da record registrate dalle big tech, arriva quella di Facebook che chiude i secondi tre mesi dell’anno con un vero e proprio boom della raccolta pubblicitaria: + 56% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Mark Zuckerberg, fondatore e deus ex machina del social blu e ma anche di Instagram, Messenger e WhatsApp, già guarda al futuro.

Nella conference call con gli analisti, come riporta Claudio Plazzotta su ItaliaOggi, Zuckerberg ha dedicato gran parte del tempo a spiegare il concetto di “Metaverso” che rappresenta l’obiettivo verso cui punta Facebook per il futuro. Ovvero una convergenza di realtà fisica e virtuale che porterà Fb a trasformarsi “da social-media company a diventare una Metaverse company”.

I numeri positivi, con i ricavi pubblicitari che hanno raggiunto quota 28,58 miliardi di dollari nel trimestre aprile-giugno 2021, non fanno esaltare Zuckerberg che ha sottolineato come il ritmo calerà notevolmente nel terzo e quarto trimestre 2021. Certamente è un bel modo di programmare il futuro, partire da un risultato operativo pari a 12,36 miliardi, con un incremento del +107%, gli utili raddoppiati a 10,39 miliardi (+101%) e una cassa positiva per 8,5 miliardi.

Utenti attivi al picco massimo – I segnali della necessità di rinnovamento arrivano dagli utenti attivi che continuano ad essere un numero enorme nel mondo: 1,91 miliardi a fine giungno, ma che potrebbero aver raggiunto il loro picco massimo. In Usa e in Canada, gli user quotidiani di Facebook non sono aumentati (sono 195 milioni come nel primo trimestre del 2021), e in Europa sono addirittura diminuiti, seppur lievemente (307 milioni al giorno rispetto ai 309 milioni del primo trimestre dell’anno).

Le altre Big Tech da record – I numeri di Facebook fanno il pari con quello delle altre principali Ott che hanno fatto registrare tutte numeri strabilianti nel secondo trimestre 2021. Google, Apple, Microsoft e Amazon hanno presentato tutte conti trimestrali sopra le attese degli analisti e confermano la forza del Big Tech con i profitti combinati dei tre colossi che superano la soglia dei 75 miliardi di dollari.

Andando più nello specifico, Alphabet, la società a cui fa capo Google, archivia il secondo trimestre con ricavi record in aumento del 62% a 61,88 miliardi di dollari e un utile più che raddoppiato a 18,53 miliardi. I ricavi da pubblicità sono saliti del 69% a 50,44 miliardi grazie al boom negli Stati Uniti, dove le spese pubblicitarie sono in corsa per l’aumento maggiore dal dopo guerra.

Apple dal canto suo ha registrato, nel terzo trimestre dell’esercizio fiscale terminato il 26 giugno, utili quasi raddoppiati che hanno raggiunto i 21,7 miliardi di dollari. Spinto dalle vendite di iPhone migliori del previsto (ricavi in aumentato del 50% a 39,6 miliardi, mentre quelli da Mac sono risultati pari a 8,24 miliardi e quelli da iPad a 7,37 miliardi), il fatturato è cresciuto del 36% a 81,43 miliardi di dollari.

Microsoft, infine, ha presentato ricavi record nel quarto trimestre dell’esercizio fiscale. Il fatturato è salito del 21% a 46,2 miliardi mentre l’utile è aumentato del 47% a 16,5 miliardi. Da Redmond hanno annunciato un utile netto di 61,271 miliardi di dollari per l’intero anno finanziario 2021, il 38% in più rispetto all’anno scorso, spinta ancora una volta dalle buone performance dello smart cloud. Il colosso tecnologico guidato da Satya Nadella ha fatturato negli ultimi 12 mesi 168 miliardi di dollari, che rappresenta oltre il 17% in più rispetto all’anno fiscale 2020.

A chiudere la tornata delle trimestrali è arrivata Amazon, che ha anch’essa fatto segnare utili in rialzo del 50% per 7,8 miliardi e ricavi superiori ai 100 miliardi di dollari per il terzo trimestre consecutivo. Per Andy Jassy, nuovo ceo della società da luglio, però non è stato un esordio felicissimo. Tra le big tech i numeri di Amazon sono quelli che hanno deluso di più gli analisti che avevano pronosticato numeri migliori. Delusi anche gli investitori che a Wall Street, infatti, hanno mandato il titolo Amazon sotto di sette punti percentuali nell’after-hours.

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