Filippine libertà d’espressione a rischio per legge su crimini informatici

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filippineLa nuova legge sulla prevenzione dei crimini informatici entrata in vigore di recente nelle Filippine costituisce “una minaccia alla libertà d’espressione”. Lo afferma Amnesty International in un comunicato sottolineando che la norma prevede fino a 12 anni di carcere per gli autori di commenti online ritenuti diffamatori. Il suo testo (legge della repubblica n. 101750) estende la definizione di diffamazione già contenuta nel codice penale, ossia la pubblica e maliziosa attribuzione di un comportamento spregevole che tende a screditare o disonorare un’altra persona, agli “atti compiuti tramite un computer od ogni mezzo similare che possa essere scoperto in futuro”. Inoltre, la nuova legge conferisce al ministero dell’Interno il potere di chiudere siti internet e monitorare le attività online senza mandato dell’autorità giudiziaria. La Corte costituzionale ha già ricevuto cinque ricorsi sul possibile contrasto della nuova legge con la disposizione della Costituzione delle Filippine che vieta l’introduzione di leggi che penalizzino la libertà d’espressione. Nel gennaio 2011, il Comitato dei diritti umani delle Nazioni Unite aveva determinato che la criminalizzazione della diffamazione, prevista dalle leggi delle Filippine, era in contrasto con le norme sulla libertà d’espressione contenute nel Patto internazionale sui diritti civili e politici.