Fnsi e UsigRai di nuovo in piazza. Giulietti: “Laganà presidente Rai”. E Zaki torni libero

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Riccardo Laganà, foto da streaming

Giornalisti e sindacato del servizio pubblico televisivo insieme alla Fnsi sono tornati nuovamente in piazza questa mattina in piazza Santi apostoli a Roma, per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica su due temi: la liberazione di Patrick Zaki, lo studente dell’Università di Bologna rinchiuso in carcere in Egitto in detenzione preventiva da oltre un anno che proprio oggi compie gli anni e il rinnovo dei vertici Rai che tarda ad arrivare.

Sul primo appello il consigliere Rai Riccardo Laganà, appena rieletto come rappresentante in Cda dei dipendenti dell’azienda pubblica ha detto: “Oggi, in un giorno come il compleanno di Patrick Zaki, l’unico regalo che possiamo fargli come Rai è parlare costantemente della sua vicenda. Non abbandonare mai il tema di persone sottratte a diritti come lui. Speriamo che questa sensibilizzazione a livello nazionale e internazionale dia degli effetti”.

Anche Vittorio Di Trapani, segretario Usigrai, ha chiesto a gran voce la liberazione di Zaki “non si può più accettare la politica del silenzio”. “Bisogna parlare costantemente della sua vicenda – ha aggiunto -, e può servire molto anche l’iniziativa di Amnesty, concedergli la cittadinanza onoraria di varie città italiane”.

“Zaki è in quel carcere per le sue opinioni, per le sue critiche a un regime che ha torturato e ucciso Giulio Regeni” ha ricordato Giuseppe Giulietti, presidente della Fnsi intervenuto anche lui alla manifestazione.

Laganà presidente Rai – Sul tema dei rinnovo del settimo piano di Viale Mazzini, Giulietti ha lanciato una provocazione proponendo al premier Draghi “se vuole fare una cosa innovativa, di prendere l’unico consigliere nominato, Riccardo Laganà, eletto dai dipendenti del servizio pubblico, liberamente da ogni partito e di farlo presidente della Rai”.

Il diretto interessato su questo argomento ha dichiarato: “Questo pericoloso ritardo nel rinnovo dei vertici Rai fa pensare a manovre per accordi e accordicchi per una nuova indecente spartizione, a spesa delle lavoratrici, dei lavoratori e degli utenti. Anche il ritardo sulla riforma ci fa pensare male”.

“I prossimi tre anni di consiliatura in Rai saranno complessi – ha aggiunto Laganà, ringraziando tutti i dipendenti dell’azienda pubblica per il loro impegno e professionalità dimostrati anche nel periodo della pandemia – occorre unità di fronte ai percorsi comuni e per questo mi rivolgo anche ai sindacati”.

Poi ha rivolto “un appello anche ai politici: guardate anche internamente per scegliere Ad e presidente, ci sono ottime figure manageriali in grado di guidare la Rai con professionalità attraverso le sfide tecnologiche, industriali ed editoriali e ci sono figure di garanzia con una visione europea, in grado di garantire l’indipendenza”.

Sulla stessa linea Vittorio Di Trapani che ha sottolineato come “arrivare al più presto alla nomina di vertici di alto livello” “serve per rilanciare la mission della Rai e la riforma della governance, per liberarla dall’influenza del governo e della politica”.

Presenti al presidio di piazza Santi Apostoli anche alcuni esponenti del Pd, fra i quali Valeria Fedeli, Andrea Romano, Franco Mirabelli, Debora Serracchiani, Filippo Sensi, e del Gruppo Misto (Liberi e Uguali – Ecosolidali) come Loredana De Petris e Sandro Ruotolo; alcuni candidati al Cda, come Daniela Tagliafico e Stefano Menichini, oltre a rappresentanti di Ordine dei Giornalisti, Inpgi e numerose associazioni e comitati, come Articolo21, No Bavaglio, Indignerai, Unione Cattolica Stampa Italiana.

Valeria Fedeli, capogruppo Pd in commissione di Vigilanza Rai, ha confermato che “proprio ieri il Partito Democratico nella conferenza dei capigruppo in Senato ha chiesto alla presidente Casellati di raccordarsi con il presidente della Camera e indicare entro il mese di giugno la giornata per le elezioni di nostra competenza per i vertici Rai”. Sull’affaire Zaki, Fedeli ha sostenuto che la liberazione dello studente egiziano sia “una battaglia nella quale bisogna sempre di più coinvolgere anche la comunità internazionale”.

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