Foa: “Coordinerò i lavori del cda Rai come consigliere anziano”

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Il centrodestra è alle prese con una prova di forza tra Matteo Salvini e Silvio Berlusconi. Nel frattempo la Rai non avrà un presidente di garanzia, ma (chissà per quanto tempo) un consigliere anziano facente funzioni. “Oggi ho informato i miei colleghi del Consiglio di Amministrazione che sono ancora in attesa di indicazioni dell’Azionista e che nel frattempo continuerò, nel pieno rispetto di leggi e regolamenti, a coordinare i lavori del Cda come consigliere anziano, nell’esclusivo interesse del buon funzionamento della Rai”, ha spiegato Marcello Foa al termine del cda. “Voglio sottolineare che in queste prime riunioni il clima all’interno del Consiglio è stato ottimo, di confronto franco e leale con colleghi di grandissimo valore, e che lo spirito che ci unisce è quello di servizio – ha concluso – per la più grande azienda culturale del paese”. Il problema è che l’azionista, il ministro dell’Economia Giovanni Tria, ha già fatto sapere (informalmente) che non si vuole far tirare per la giacca da Salvini e Berlusconi. Se ne lava le mani della Rai: ha indicato un amministratore delegato e un consigliere; il presidente se lo sceglie il cda. Ma al settimo piano – fatta eccezione per il consigliere eletto dai dipendenti Riccardo Laganà – non hanno autonomia di manovra, sono esecutori di indicazioni che arrivano dai partiti. Hanno dovuto portare Foa al patibolo di San Macuto la prima volta, e ora lo dovranno digerire come presidente facente funzioni.

Formalmente nessun problema, lo statuto Rai e il codice civile prevedono questa soluzione temporanea. Il problema è di sostanza. La Rai sarà guidata da un presidente bocciato dal Parlamento sovrano. E a gestire il cda – e le probabili nomine d’agosto in arrivo secondo i boatos la prossima settimana al settimo piano – non sarà un consiglio nella pienezza dei suoi poteri ma un cda che al primo punto dell’ordine del giorno avrà la dicitura: nomina del presidente. E in gioco c’è il pluralismo dell’informazione del servizio pubblico…

Una soluzione, quella del consigliere anziano reggente, che non piace al consigliere Rita Borioni (quota Pd). Ha chiesto al cda di esprimere un nuovo presidente e soprattutto pretende “una dichiarazione formale sui poteri del consigliere anziano e sulle funzioni del consiglio in questa situazione”. Il rischio che ogni atto del board possa essere un domani dichiarato nullo va dunque scongiurato. E il Pd, proprio in queste ore, si appella al Quirinale perché sblocchi l’impasse. A proposito, un quesito per gli esperti lo pone anche LoSpecialista.tv: ma il Parlamento può cambiare idea in pochi giorni e rivotare Foa una seconda volta presidente Rai?

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