Formazione continua professionisti: Ordini a confronto per un protocollo d’intesa

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convegno ordini su FpcLa formazione continua dei professionisti, obbligo di legge per tutti gli iscritti ad un ordine di categoria, è stata al centro di un convegno a Roma. “Dobbiamo imparare a fare sistema, favorendo le sinergie nella formazione – ha affermato Marina Calderone, presidente del Comitato unitario delle professioni (Cup) e del Consiglio nazionale dell’Ordine dei consulenti del lavoro -. Abbiamo la necessità di lavorare affinché la formazione continua sia sempre più qualificata, e per puntare al reciproco riconoscimento dei crediti formativi tra professioni”.La tavola rotonda si è tenuta ieri, 3 febbraio, presso la Residenza di Ripetta, a Roma, ed è stato un momento di incontro per fare il punto sulla formazione continua obbligatoria degli Ordini professionali. Oltre alla presidentessa del Cup, Marina Calderone, sono intervenuti rappresentanti degli Ordini di consulenti del lavoro, dottori commercialisti, giornalisti, avvocati, notai e delle professioni dell’area sanitaria, chiamati a fornire un primo bilancio sulla formazione continua a due anni dall’entrata in vigore delle nuove regole. Un appuntamento che ha dato anche l’opportunità di discutere di un protocollo di intesa sulla formazione professionale. “I professionisti ordinistici – ha proseguito la Calderone – hanno da tempo l’obbligo della formazione continua obbligatoria. I diversi ordini hanno il polso della situazione. Il tema della formazione -ha aggiunto – non è importante solo per le professioni ma per il sistema di garanzie che le professioni danno ai cittadini”. “Il protocollo d’intesa di cui si è discusso oggi – ha sottolineato ancora- nel nostro convegno, il patto per la formazione, è anche la valorizzazione dell’interdisciplinarietà delle professioni italiane. Esistono competenze trasversali, specificità ma anche collaborazione”. E a dimostrare l’importanza dei professionisti arriva anche l’analisi di Giuseppe Roma, senior advisor del Censis. “Negli ultimi dieci anni, mentre l’occupazione è rimasta stabile, e in alcuni anni è anche diminuita e di molto – ha spiegato nel corso del convegno – i professionisti sono aumentati in Italia anche del 25%. E il che vuol dire che l’attrazione dell’attività libero professionale ha in Italia una forza maggiore rispetto al lavoro dipendente. Certamente, dobbiamo essere contenti di un quarto di professionisti in più in dieci anni, vuol dire che si guarda al futuro”. Al convegno è intervenuto anche Enzo Iacopino, presidente dell’Ordine nazionale dei giornalisti. “Come giornalisti abbiamo avuto – ha sottolineato – un avvio molto faticoso, perché averla definita formazione e non aggiornamento ha creato irritazione forte tra colleghi di 50 anni che, sbagliando, ritenevano di non doversi formare. Adesso i nostri corsi sono seguiti, c’è orientamento dell’Ordine a imporre corsi solo gratuiti. Bisogna lavorare in modo molto sereno – ha concluso – e proveremo a farlo”.