Franceschini: “5,6 miliardi per la cultura nel Piano di ripresa e resilienza”

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Il Ministro Franceschini in audizione alla Camera - Foto da streaming

Sono “risorse importanti” quelle che il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) prevede per la cultura. Il ministro della Cultura, Dario Franceschini, ha esposto in audizione alle commissioni Cultura riunite di Camera e Senato, le linee programmatiche del suo ministero in relazione ai 5,6 miliardi riservati dal Pnrr al suo dicastero. Una cifra che in realtà è diminuita rispetto alla dotazione precedentemente assegnata al Mibact (8,6 miliardi), per via dello scorporo della cifra riservata al settore turismo, non più di competenza del ministero guidato da Franceschini. Il ministro è convinto che, passata la pandemia, assisteremo ad un vero e proprio “rinascimento culturale” con nuove richieste di consumi e ampi spazi di crescita, sulla scia, per esempio, di quanto sta accadendo nel settore del libro. Ma fino a quel momento, ha continuato il ministro della Cultura, è necessario continuare a sostenere il settore, che è stato uno dei più colpiti dalle chiusure dovute alla pandemia. In questo senso Franceschini ha annunciato che “nel decreto Sostegni che verrà approvato a breve, ho chiesto di rifinanziare le misure di sostegno per i lavoratori della cultura e dello spettacolo, in particolar modo quelli che non hanno un contratto a tempo determinato. Per garantire così di superare questi mesi ancora difficili dove i luoghi della cultura rimangono chiusi e o con aperture parziali”. Inoltre, ha aggiunto il ministro, ho chiesto che “vengano rifinanziati i fondi di emergenza” che hanno permesso di dare sostegno a molti settori finora.

Obiettivo del ministero guidato da Franceschini è quello di mantenere la cultura al “centro della agenda politica ed economica del governo”. In particolare il settore del contemporaneo e del digitale, dice, così come il cinema e l’audiovisivo “sono settori con possibilità di crescita enormi, importanti per lo sviluppo economico del paese”. Per ora però “bisogna finire di attraversare il deserto” e per questo “anche la riapertura prevista per il 27 marzo di cinema e teatri nelle zone gialle al momento si applicherà solo alla Sardegna”. “Questo – aggiunge – se non ci saranno dei cambiamenti, ma mi sembra molto difficile”.

Il G20 della Cultura – Altra priorità del ministero della Cultura è quella di rilanciare “il ruolo internazionale dell’Italia per la cultura”. Per questo Franceschini ha annunciato che l’Italia organizzerà un “G20 della Cultura” sui grandi temi internazionali, dopo che per primi, nel 2017, abbiamo organizzato un G7 nello stesso ambito a Firenze.

Tra gli altri punti programmatici del Ministero ci sono alcune iniziative legislative come quella del “Codice dello spettacolo”, “per introdurre delle tutele per i lavoratori del settore”. Lavoratori di cui, attraverso i contributi di emergenza erogati, il dicastero ora ha un panorama completo, poiché “abbiamo finalmente identificato i lavoratori e abbiamo un’anagrafe di tutti gli atipici dello spettacolo che prima non c’era e che ci consente adesso di affrontare il tema della regolarizzazione di questi lavoratori e della loro tutela”. Altro provvedimento legislativo da portare avanti è quello della “legge per il libro”, che si va ad aggiungere all’attuazione della legge già approvata: “l’idea – ha spiegato il ministro – è di una normativa su tutto il settore dell’editoria sul modello della legge per il cinema”.

Tornando al Recovery, Franceschini ha spiegato in quale altri settori il suo dicastero ha intenzione di allocare le risorse. La prima voce “è un piano strategico per attrattori culturali con grandi interventi nelle Regioni italiane su grandi contenitori come Porto Vecchio di Trieste o la via Appia di Roma, 12-13 interventi sulla riqualificazione di alcune aree urbane come potenziali attrattori turistici”. La seconda voce è “il progetto della Digital Library”, ossia la digitalizzazione dei dati relativi al patrimonio artistico e culturale italiano che “metterà in condizione lo Stato italiano di trattare e di discutere con chiunque da una posizione di assoluta forza perché nessuno al mondo ha una quantità di dati digitalizzabile come ha il nostro Paese”. La terza voce riguarda “l’accessibilità ai luoghi della cultura e del patrimonio culturale (barriere architettoniche, miglioramento dell’accessibilità): sono 300 milioni che consentirebbero di fare molti di questi interventi – dice ancora Franceschini – poi siti minori, piano nazionale borghi e, ancora, patrimonio storico rurale per cui stiamo pensando a un incentivo specifico per la tutela dell’edilizia rurale”. “Poi parchi, giardini, periferia urbana e luoghi identitari, quindi interventi di messa in sicurezza antisismica dei luoghi di culto che sono patrimonio dello Stato: serve un piano preventivo”.

Il progetto Cinecittà – Altro intervento importante messo in cantiere è quello del progetto di ampliamento di Cinecittà. “Il mercato dell’audiovisivo – ha osservato il ministro – nel mondo cresce enormemente e l’incrocio tra la produzione di fiction di tv e cinema cresce sempre di più e non c’è una distinzione così netta. In particolare il mercato cresce in tutto il mondo e particolarmente in Italia per le bellezze naturali, per l’arte per la cultura, come location. Cresce anche perché abbiamo introdotto un tax credit il più competitivo d’Europa che resta immutato nel 2021″. L’incrocio di questi due fattori “sta già portando a un’attenzione enorme del mercato internazionale e porterà alla possibilità di crescita enorme del mercato interno del settore del cinema e dell’audiovisivo e sarà uno dei settori trainanti dello sviluppo economico dei prossimi anni – assicura Franceschini – Anche perché all’estero c’è la voglia di venire a girare in Italia e in particolare e Cinecittà che oggi ha prenotazioni a uno-due anni di distanza. Abbiamo quindi immaginato un ampliamento di Cinecittà e poi vogliamo rafforzare il suo ruolo, ampliare le aree e fare un grande investimento nel settore del cinema e dell’audiovisivo facendola diventare una delle industrie trainanti del Paese dei prossimi anni”.

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