Franceschini: collaborazione ItsArt-Rai? “Magari, ma hanno deciso di non partecipare”

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Dario Franceschini, Foto Wikimedia Commons

Prima una telefonata all’ad Rai Fabrizio Salini per annunciare la nascita di ItsArt, il nuovo palcoscenico virtuale per teatro, musica, cinema, danza e ogni forma d’arte, live e on-demand, con contenuti disponibili in Italia e all’estero. Poi, l’1 giugno 2020, una lettera del ministero della Cultura a Viale Mazzini per chiedere di prendere parte al progetto. Quindi una prima apertura per iscritto da Salini (il 19 giugno). E infine il bando Cdp per cercare il partner tecnologico (vinto da Chili) al quale “la Rai ha ritenuto di non partecipare perché non vende contenuti non prodotti da lei”. “Anche su RaiPlay mette online gratis il suo prodotto e basta”. Così il ministro della Cultura, Dario Franceschini, in audizione in commissione di Vigilanza Rai, ha ribadito – cosa che aveva già fatto lo stesso Salini a San Macuto – il motivo dell’assenza del servizio pubblico nel progetto della “Netflix della cultura”. Una società partecipata da Cassa Depositi e Prestiti (51%) e da Chili (49%). E con in pancia (per ora) 10 milioni stanziati da Mibact, 9 milioni da Cdp e 9 milioni da Chili.

IL MINISTERO NON DECIDE – Un progetto per “immaginare – ha aggiunto Franceschini – una forma di sostegno per le diverse attività culturali non solo durante il lockdown ma anche durante la ripresa in cui ci saranno comunque una serie di limitazioni con forti penalizzazioni rispetto alle presenze dal vivo”. “Una piattaforma in grado di integrare, non di sostituire, lo spettacolo dal vivo con un’offerta on-line. Una forma integrativa (anche live) di entrate per il settore anche permanente”. “Iniziativa commerciale nella quale il ministero non avrà nessun titolo – ha chiarito – e non sarebbe nemmeno giusto che entrasse in alcun modo”. “Il ministero non entra nella gestione, ma bisogna mantenere una finalità pubblica”.

LA RAI? MAGARI – Sulla possibilità che la Rai possa salire in corso d’opera sul “carro” ItsArt, Franceschini è stato chiaro: “Magari”. “Credo utile e importante un coinvolgimento della Rai, lo auspico. Anche se non può essere diretto. Se c’è da modificare qualche norma ragioniamoci. Nelle forme in cui ci può stare. Sarei felice di un atto (invito prontamente raccolto dal presidente Alberto Barachini, ndr) della commissione di Vigilanza”. “Mi piacerebbe molto – ha concluso Franceschini – che la maggior industria culturale del Paese fosse dentro un’iniziativa che vende la cultura italiana nel mondo. E che aiuta indirettamente i teatri e le istituzioni culturali. Se questa operazione culturale funziona non è rivolta soltanto agli italiani. Darà la possibilità di comprare la cultura italiana in giro per il mondo. Potrebbe essere un grande successo oppure no, questo lo vedremo”.

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