Franco Di Mare si coccola Rai3. Attacchi della Berlinguer? “Indecente”

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È il direttore di Rai3 da maggio 2020, ma oggi – chiamato in Vigilanza Rai a rispondere sul “caso Morra”, sulle polemiche suscitate da “Report” e sull’esclusione da #Cartabianca di Mauro Corona – non ha mancato di ricordare i risultati della sua squadra. “Rai3 è la Rete con le migliori performance autunnali tra le prime sette reti generaliste”. “In autunno +10% nell’intera giornata, +12% nel prime time rispetto allo stesso periodo dello scorso anno”. “Terza Rete in assoluto tra le sette sorelle generaliste”. “Uno straordinario concentrato di talenti, innovazione, passione e creatività”, ha spiegato Franco Di Mare. “Innamorarsi di Rai3 è stato un gioco da ragazzi, appena ci ho messo piede… Ho trovato la passione che i grandi artigiani italiani mettono nelle cose che fanno, coniugata alla professionalità di livello internazionale e a un’attenzione quasi maniacale al prodotto e alla sua qualità. Con un senso della missione pubblica fuori dal comune. Una Rete – ha aggiunto il direttore – che nel Dna ha autorevolezza e fiducia. Ma anche informazione, approfondimento e divulgazione”. Una Rai3 fatta in casa: “Nel 2020 oltre il 93,5% del prodotto, 1.158 ore”.

LE MEDAGLIE FAZIO E RANUCCI – Una Rete che si appunta sul petto un paio di medaglie. Di Mare, su tutti, ha citato infatti il programma di Fabio Fazio, “Che tempo che fa”. E ha annunciato il “Report Lab” di Sigfrido Ranucci. “Che tempo che fa”, segna +2,2% di share in più rispetto allo scorso anno, +750mila spettatori. “Un valore assoluto per il servizio pubblico, in cui Fazio ha trasmetto tutta la sua storia professionale”, ha ricordato Di Mare. Per “Report” +2,68% lo share rispetto allo scorso autunno, 780.000 mila spettatori in più. “Ranucci sta per varare un nuovo progetto, una factory del giornalismo d’inchiesta. Potrebbe dar luogo a eventi speciali, una sorta di spin off della trasmissione”.

I CASI MORRA E CORONA – Quindi i casi spinosi dell’esclusione da “Titolo V” di Nicola Motta: “Serviva un contraddittorio politico, c’era poco tempo, nessuno voleva partecipare. Non era gestibile, non potevamo farlo. Meglio un rinvio. Nessuna censura – ha chiarito Di Mare – ma la gestione di un‘emergenza”. Insomma una “scelta editoriale”. Le scuse condivise con Fabrizio Salini? “Non per la scelta editoriale ma per le modalità con cui la cosa è stata comunicata: non accettabili, non degne”. Quindi la questione dell’esclusione di Mauro Corona da #Cartabianca dal 22 settembre scorso. “Non è possibile sentire parole del genere in televisione. Era già stato sospeso una volta per le sue parole incontinenti, per i suoi comportamenti. Beveva in diretta. Faceva pubblicità in diretta. Teneva atteggiamenti verbalmente violenti. Offendeva. Non ho nulla contro di lui, mi è anche simpatico. La Berlinguer lo ha perdonato e sono contento. Non ho cacciato io Corona – ha quindi sottolineato Di Mare -. Ho chiesto al Comitato per il controllo del codice etico cosa dovevo fare. Sono stati loro a metterlo fuori dall’Azienda per quello che aveva fatto e detto. Mi limito ad applicare il contratto di servizio”. E sulla Berlinguer ha aggiunto: “Singolare che una dipendente di un’azienda attacchi il direttore della sua Rete sui giornali. In più di una circostanza. In due mesi tre o quattro volte, ho perso il conto. Per rilasciare un’intervista ci vuole un permesso da parte dell’Azienda, non lo do io, lo danno i vertici. Un mese fa l’ho invitata a non rilasciare più dichiarazioni e non mi ha ascoltato. È Indecente che un dirigente dell’azienda venga attaccato in questa maniera. Sono sicuro che i vertici sapranno cosa indicare alla signora Berlinguer – ha concluso Di Mare – sulla questione delle interviste”.

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