Fuortes: “Credo nelle risorse Rai, non ho portato neanche la mia segretaria”

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Carlo Fuortes, foto da streaming

“Credo moltissimo nelle professionalità interne della Rai. Non è demagogia. Non ho portato con me in Viale Mazzini neanche la mia segretaria. Mi fido totalmente del personale Rai”. Queste parole – a quanto apprende AdgInforma – le ha pronunciate l’ad Rai Carlo Fuortes che il 20 settembre scorso ha incontrato nella Sala degli Arazzi in Viale Mazzini tutte le sigle sindacali (ad eccezione di Usigrai e Adrai). Musica per le orecchie di chi rappresenta oltre diecimila dipendenti tra impiegati, quadri e operai e lamenta da anni la scarsa valorizzazione delle risorse interne e l’utilizzo smodato degli appalti esterni.

CONTI IN ORDINE – Fuortes durante la riunione ha preso appunti, ha risposto a tutte le sollecitazioni dei sindacati, e la sua bussola – come già dimostrato in Parlamento – è stato il bilancio. Ha garantito che per il futuro la soluzione non saranno i tagli lineari ai budget, bensì ottimizzazione dei costi e “investimenti intelligenti”, come quello per i diritti web dei prossimi campionati mondiali di calcio. Resta però il problema delle risorse (di cui parlerà il prossimo 12 ottobre in audizione monotematica con la Vigilanza Rai), con canone bloccato a 90 euro e tetti pubblicitari. Come restano gli obblighi del contratto di servizio che – ha ricordato l’ad – “vanno rispettati”.

IL CONTRATTO DI LAVORO – Buone notizie sul fronte del contratto di lavoro. Quello di quadri, impiegati e operai è scaduto, come quello dei dirigenti, mentre i giornalisti devono rinnovare l’integrativo. Fuortes ha confermato lo stanziamento del luglio 2021 di 23,5 milioni per il rinnovo. In particolare per l’aumento dei minimi e per la vacanza contrattuale. E ha concordato sulla necessità di chiudere “velocemente”. Così come non dovrebbero esserci problemi per un accordo che disciplini l’istituto dello smart working (in Rai già previsto per tutto il 2021) che per Fuortes potrà avere un “ruolo organizzativo centrale” a partire da gennaio 2022, quando si spera sarà finita la fase emergenziale.

IL PIANO INDUSTRIALE E EDITORIALE – Qui l’argomento nell’incontro con i sindacati è divenuto più scivoloso. Fuortes sta sfogliando le cartelle lasciategli da Fabrizio Salini, ne sta discutendo con lo staff e deve passare in cda. Nessuna anticipazione, insomma, ma solo un’indicazione di massima: qualcosa verrà eredita dal piano di Salini, qualcos’altro arriverà dopo la dovuta discussione al settimo piano. Il tutto in tempi “ragionevolmente brevi”. Ma nel cda Rai di oggi – a quanto apprende AdgInforma – neanche una parola sull’argomento. In compenso un messaggio rassicurante è giunto per le sedi regionali: sono importanti, e avranno il riconoscimento che meritano.

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