Fuortes in Vigilanza: “Sulle nomine ho rispettato la legge”. E scoppia la polemica sulle limitazioni alle partecipazioni esterne

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L'ad Rai, Carlo Fuortes, e il presidente Rai, Marinella Soldi. Foto da ufficio stampa Rai.

Carlo Fuortes limita la partecipazione dei dipendenti Rai a convegni, presentazioni di libri, e qualunque altra attività esterna a un massimo di 10 l’anno e comunque non più di 2 al mese. La nuova disposizione è resa nota dall’UsigRai che definisce la circolare approvata dall’amministratore delegato “inaccettabile”. Per il sindacato dei giornalisti della tv pubblica si tratta di un tentativo dell’azienda di “comprimere la libertà e il tempo libero dei propri dipendenti”, tenuto conto che “si tratta di attività svolte comunque fuori dall’orario di lavoro”.

Per i rappresentanti dei giornalisti “la Rai di queste settimane, i cui vertici non hanno brillato per indipendenza e autonomia, appare ora come un’azienda che non comprende come la partecipazione qualificata dei propri dipendenti ad eventi esterni porti benefici in termini di credibilità e di reputazione alla Rai Servizio Pubblico”.

“I Sistemi di autorizzazione e valutazione delle richieste di partecipazioni esterne alla Rai ci sono da sempre – scrive UsigRai in una nota -. Ulteriori restrizioni sono considerate dall’Usigrai non ricevibili e non applicabili”.

“Per garantire a tutte le colleghe e i colleghi la possibilità di espletare con serenità e senso di rispetto per tutti i cittadini la propria funzione giornalistica – continua la nota -, chiederemo loro di continuare ad inoltrare alla Rai le richieste di autorizzazione anche oltre i limiti stabiliti dalla predetta Circolare. In caso di diniego, i nostri avvocati saranno a disposizione di tutte le colleghe e i colleghi per ristabilire il valore dei principi costituzionali, legali, contrattuali e deontologici, della nostra professione”.

L’audizione in Commissione di Vigilanza – Come se non bastasse, ad aggiungere grattacapi ai vertici di viale Mazzini si è aggiunta l’audizione di questa mattina ( 23 Novembre) di presidente e amministratore delegato in Commissione di Vigilanza per fare chiarezza sul polverone alzatosi per le nomine dei direttori di testata. Su questo punto Fuortes ha specificato di aver rispettato la legge e lo statuto Rai. L’Ad ha ricordato che “per le nomine di direttori di rete e canali la legge e lo statuto prevedono il parere obbligatorio da parte del Cda, non si tratta di una delibera di approvazione ma di un parere che viene specificato essere non vincolante”. “Per i direttori di testata il parlamento ha invece stabilito che il parere sia vincolante se espresso da due terzi del Cda”, ha aggiunto sottolineando che “la maggioranza dei membri, 4 su 7, è nominata dai due rami del Parlamento e pertanto sono espressione delle forze politiche che lo compongono, pertanto sono la legge e lo statuto a chiedere che l’Ad crei le condizioni per il parere positivo in Cda. È scritto nella legge e nello statuto, a cui io e l’azienda siamo dovuti ad attenerci”.

Fuortes, si è detto poi “molto soddisfatto delle nomine che rispondono ai criteri di equilibrio, pluralismo, completezza, obiettività e indipendenza”. Si tratta, secondo l’ad, di “scelte vantaggiose per l’intera società” anche per “l’accresciuta presenza delle donne”.

In audizione non si è parlato solo di nomine ma anche del futuro dell’azienda. Su questo la presidente Marinella Soldi ha chiarito come “servono risorse certe e adeguate perché i conti dell’azienda non ci permettono di investire nel nuovo e, al contempo, di mantenere l’esistente. Occorre fare scelte e definire priorità”.

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