Fuortes “ridefinisce” la Rai: tagli, focus su pandemia e bon ton

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Carlo Fuortes, foto da streaming

Per ferragosto si prenderà una piccola pausa, ma Carlo Fuortes, il nuovo ad Rai, ha già fatto capire che il passo della nuova Tv di Stato sarà spedito. E condito da un certo decisionismo, che certo non era la dote principale del suo predecessore. Ma partiamo dalla sua promessa ad Antonio Padellaro che su Il Fatto suggerisce una “modesta proposta”: un nuovo programma quotidiano, interamente dedicato a vaccinazioni, green pass, andamento del virus, varianti, annessi e connessi. “Un filo diretto al quale Sì-Vax, No-Vax, Ni-Vax, Boh-Vax e tutta l’Italia abbastanza smarrita davanti a una realtà a volte confortante, a volte minacciosa, spesso mutante potrebbe rivolgersi per domandare, informarsi, ascoltare… … Un programma nella tradizione più fulgida del Servizio pubblico del sociale, attento alle necessità degli infermi, degli anziani, dei disabili, dei dimenticati, delle persone sole”. “Nell’attesa di definire eventuali nuovi spazi di palinsesto a quest’impegno dedicati – replica Fuortes raccogliendo la sfida di Padellaro – i programmi di informazione e di approfondimento già previsti sapranno orientarsi in questa direzione. Del resto tutta la Rai è chiamata a confrontarsi con questa sfida che, al di là della drammaticità dell’evento che la genera, rappresenta anche l’occasione per una ridefinizione del Servizio pubblico radiotelevisivo”.

UNA “RIDEFINIZIONE” che passa innanzitutto dai conti in ordine. E sempre sfogliando i giornali – da Il Fatto Quotidiano a la Repubblica – emergono con chiarezza le prime cifre dei tagli al budget applicati dal nuovo vertice. Intanto sembra che non vedremo più il grappolo di microfoni Rai al seguito del medesimo evento: in occasione del viaggio apostolico di Papa Francesco in Ungheria e Slovacchia, per la prima volta sarebbero state autorizzate a partire soltanto due testate giornalistiche. E poi le varie sforbiciate alle direzioni: a Stefano Coletta sarebbe stato imposto di tagliare quasi un milione; altrettanto, in coppia, sembra dovranno fare Ludovico Di Meo e Franco Di Mare; -100 mila euro a RaiPlay; -150 mila euro alla direzione Comunicazione; -50 mila euro alla Direzione Marketing; -300 mila euro a Rai per il sociale; -50 mila euro all’ufficio studi. Conti in ordine e basta bilanci in passivo, è la nuova Rai bellezza… E infine anche un po’ di bon ton. Fuortes avrebbe chiesto ai direttori di non parlare ai consiglieri d’amministrazione e a questi ultimi di non parlare con strutture interne ed esterne. Parlare con Fuortes, insomma, e diamoci tutti del “Lei”.

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