Gaffe e fake, tra il Pd e Foa non corre buon sangue

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“La Rai deve ricostruire un modo di fare giornalismo davvero autorevole e credibile. Occorre che il pluralismo non sia una formula retorica, ma diventi una ragione d’essere”. A pensarla così è il nuovo presidente della Rai, Marcello Foa. Ospite di “Libropolis”, il festival dell’editoria e del giornalismo organizzato a Pietrasanta (Lucca), ha auspicato una “Rai specchio autentico di una democrazia e di una informazione che funzionano”. “C’è la necessità di una Rai pluralista e quella di difendere un giornalismo autorevole, credibile e aperto alla società italiana e al mondo e che possa essere citato come modello”.

Ma mentre Foa dispensa lezioni di giornalismo da “Libropolis”, dalla Leopolda, Matteo Renzi lo attacca in maniera violenta. “Il presidente della Rai ha detto a un giornale israeliano che l’intero gruppo degli eurodeputati Pd è finanziato dal finanziere Soros: Foa è una fake news che cammina, è un bugiardo. Domani – ha aggiunto Renzi – il gruppo lo denunci per calunnia e diffamazione, vergogna!”. Quindi il senatore del Pd ha adombrato dubbi sulla sua elezione a presidente della Rai in commissione di Vigilanza. “Abbiamo ragione di credere che le schede della sua elezione siano segnate, chiediamo da settimane di vederle – ha aggiunto -, Casellati e Fico le facciano vedere per verificare. Neanche Berlusconi arrivò a tanto, vergognatevi”. Una denuncia che Foa non ha preso sotto gamba. Non a caso il suo post su Facebook sulla questione Soros ha visto comparire questa frase: “Naturalmente essere considerati vicini, come scriveva quel rapporto, è cosa ben diversa dall’essere finanziati”. Meglio mettersi al riparo…

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