Gazzetta del Mezzogiorno. Appello a Mattarella per uscire dall’impasse

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L’affaire Gazzetta del Mezzogiorno arriva al Quirinale. Ninni Perchiazzi, componente del Cdr del quotidiano e Raffaele Lorusso, segretario generale della Fnsi, hanno consegnato un messaggio da parte di tutta la redazione al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della sua visita a Conversano per il centenario della morte di Giuseppe Di Vagno, parlamentare socialista ucciso il 25 settembre del 1921 in un agguato organizzato da un gruppo di fascisti, a Mola di Bari.

Un appello rivolto alla più alta carica dello Stato per far tornare in edicola lo storico quotidiano pugliese. Un ultimo disperato tentativo per cercare di ridare alla popolazione il suo giornale che in 134 anni di storia non aveva mai sospeso le pubblicazioni, neanche nei periodi più difficili delle guerre mondiali, e che non è più in edicola dal 1 Agosto.

Perchiazzi ha espresso l’auspicio che, anche con l’aiuto delle istituzioni, la Gazzetta del Mezzogiorno possa ritornare presto in edicola per riprendere con le comunità pugliesi e lucane un dialogo che si è interrotto dopo 134 anni.

Il segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso, ha ringraziato il presidente Mattarella per l’attenzione che rivolge costantemente alla difesa del pluralismo dell’informazione e alla tutela del lavoro dei giornalisti, sempre più spesso esposto alle aggressioni di criminali e di negazionisti di varia natura.

La vicenda – Chissà che non possa essere proprio il presidente Mattarella ha sbrogliare una vicenda che si è fatta via via sempre più complicata. Iniziata con il fallimento della Edisud e di Mediterranea, le due società editrici della testata e proseguita con la gestione “in affitto” della Ledi Srl per sei mesi fino al primo agosto scorso, quando la società del gruppo Ladisa non ha fatto valere la possibilità di prorogare la gestione della testata in affitto per via dell’inserimento nella corsa alla Gazzetta da parte di Ecologica, azienda pugliese che si occupa di bonifiche ambientali e smaltimento di rifiuti industriali. Il resto è storia recente con il Tribunale fallimentare di Bari che, ad inizio settembre, in seguito del voto dei creditori, aveva approvato la proposta concordataria di Ecologica ed i successivi ricorsi di entrambi i gruppi che stanno allungando i tempi del ritorno in edicola della Gazzetta del Mezzogiorno. Il tutto mentre si susseguono le notizie di altre realtà pronte ad avvantaggiarsi di questa situazione di stallo. Voci sempre più insistenti raccontano di altre testate che sarebbero pronte ad approfittare del vuoto di mercato lasciato dalla Gazzetta confermate dalla denuncia dei giornalisti del quotidiano di veri e propri “casting” per eventuali nuove iniziative editoriali.

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