Gazzetta del Mezzogiorno. Il Cdr: “Ora basta”. E accusa la Ledi di fare ostracismo

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La nuova redazione della Gazzetta del Mezzogiorno

Sulla tormentata vicenda della Gazzetta del Mezzogiorno, ormai lontana dalle edicole dal 1 Agosto scorso, i giornalisti fanno sentire la loro voce. In una nota, il Comitato di redazione del quotidiano pugliese denuncia le “azioni dilatorie compiute dalla Ledi” che “si sta attrezzando per avviare una nuova impresa editoriale, effettuando casting su casting anche tra gli stessi giornalisti e poligrafici mollati per strada, mentre prosegue azioni giudiziarie che non hanno come fine quello di tornare a editare la Gazzetta del Mezzogiorno ma unicamente di impedire che il giornale abbia un altro editore”.

I giornalisti si dicono pronti a battagliare. “Non assisteranno inermi alla battaglia che si sta svolgendo sulle loro teste e contro le loro famiglie – scrivono nel comunicato – e avvieranno ogni azione per tutelare tutti i loro diritti, sinora così gravemente compressi grazie alla indifferenza e alla complicità delle istituzioni locali”.

Nel comunicato il Cdr ripercorre la vicenda che li vede coinvolti da ormai tre anni. “Sono ormai due mesi che –scrive l’organo sindacale – nel silenzio spesso colpevole delle istituzioni e al cospetto di evidenti manovre sleali, i giornalisti della “Gazzetta del Mezzogiorno” sono costretti alla inattività e alla cassa integrazione a zero ore insieme ai colleghi poligrafici: 134 lavoratori e le loro famiglie che vivono, da tre anni, una tormentata e sofferta gestione aziendale affidata ai Tribunali e i cui esiti appaiono lontani e ignoti”.

“La procedura per l’assegnazione definitiva della testata sembrava essere la soluzione a tutti i mali, stante anche l’interesse economico mostrato da vari gruppi imprenditoriali, ma ancora una volta i tempi delle procedure e della giustizia si stanno rivelando incompatibili con quelli delle attività economiche e del diritto di informare e di essere informati, beni pur tutelati dalla Costituzione”.

“L’improvvida scelta – comunicata ai lavoratori con appena 48 ore di preavviso – compiuta dalla società aggiudicataria del relativo bando provvisorio, la Ledi srl del gruppo Ladisa ristorazione, di interrompere le pubblicazioni il 31 luglio scorso, malgrado i 3 mesi di proroga accordati dal Tribunale di Bari, ha interrotto l’attività di un organo di informazione che per oltre 134 anni ha tutelato e garantito i valori costituzionali in due grandi regioni del Sud”.

In conclusione una nota di speranza: “Sappiamo che nei prossimi giorni il Tribunale di Bari affronterà nuovamente la nostra vicenda – scrivono i giornalisti – speriamo lo faccia presto e bene”.

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