Gazzetta del Mezzogiorno. Michele Partipilo nuovo direttore. Restyling e nuova sede per il rilancio

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La nuova sede della Gazzetta del mezzogiorno - Foto da streaming

Una nuova sede, un restyling grafico della testata ed un nuovo direttore, Michele Partipilo. È una vera e propria rivoluzione quella con cui la Gazzetta del Mezzogiorno, storica testata pugliese, prova a rilanciarsi dopo un periodo difficilissimo della sua storia.

L’annuncio delle imminenti trasformazioni è stato dato dal nuovo editori, quel Gruppo Ladisa che ha assunto la gestione della testata dalla vicenda fallimentare e che aspira a rilevarne la proprietà.

Partiamo dal direttore. Alla guida del giornale dal prossimo 15 Maggio ci sarà Michele Partipilo, amico della nostra testata e autore di tanti libri editi dal Centro di Documentazione Giornalistica, a cui vanno i migliori auguri di cuore da parte di tutta la redazione e del direttore Massimiliano Lanzi. Partipilo, classe 1961, lavora alla Gazzetta fin dal 1986 quando iniziò come praticante. Attualmente è redattore capo centrale, dopo essere stato vice-redattore capo e, nel corso degli anni, essersi occupato di esteri ed aver coordinato la pubblicazione dell’edizione in albanese del giornale. Prenderà il posto di Giuseppe De Tomaso che lascerà il timone del giornale dopo 13 anni di direzione.

Gli auguri di Verna – A Partipilo sono arrivati anche gli auguri del presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, Carlo Verna che, in una nota ha voluto esprimere la sua soddisfazione “perché viene messo in sicurezza con una guida esperta e di grande professionalità lo storico fondamentale quotidiano, dopo una lunga travagliata fase, tale certo non per responsabilità della redazione anzi da applausi per la capacità di resilienza o del direttore uscente”. “Per l’Ordine dei giornalisti – aggiunge Verna – è rilevante anche che il neo direttore sia stato presidente dell’Ordine in Puglia, poi a lungo protagonista con ruoli importanti in Consiglio Nazionale e soprattutto sia autore di fondamentali testi sulla nostra deontologia. Partipilo fa parte tutt’ora del gruppo di lavoro incaricato di aggiornare la cosiddetta Carta di Treviso, dedicata alla tutela dei minori e oggi parte del testo unico deontologico”.

Il nuovo direttore potrà contare su una sede tutta nuova, che gli editori definiscono “modernissima” e “multimediale” realizzata nella zona industriale di Bari. Sarà una palazzina messa a disposizione dalla famiglia Ladisa, con ampi locali e strutture idonee, alla fruizione dell’archivio cartaceo della Gazzetta, dichiarato bene culturale insieme con il marchio della testata. Con il trasferimento , la Gazzetta lascia il centro città dove si trova l’attuale sede di piazza Aldo Moro, ma risparmia sicuramente sulle elevate spese di affitto che questa sede aveva.

La vicenda sindacale – Le tante novità non cancellano una situazione di oggettiva difficoltà del giornale, che resta coinvolto in una complicata vicenda fallimentare. Il gruppo Laudisa, infatti, ha preso “in affitto” fino al 31 Luglio prossimo, come previsto nel bando di gara del Tribunale fallimentare di Bari, il ramo di azienda della fallita Edisud Spa. L’editore pro tempore, che è in pole position per ottenerne il controllo definitivo, aveva proposto un piano lacrime e sangue che prevedeva il prepensionamento di 14 dei 51 redattori professionisti a tempo pieno impiegati, spalmando però i tagli su un numero di mesi superiore a quello possibile, per iniziare subito la riduzione del personale. E mettendo in cassa integrazione a zero ore i 14 giornalisti già dal primo maggio, in attesa che maturassero le condizioni per il prepensionamento.

Il piano aziendale, scrive Giuseppe Mazzarino su Giornalisti Italia, era stato bocciato dall’assemblea dei redattori che aveva anche sfiduciato il CdR reo di non aver saputo ottenere nulla di più che un supplemento salariale per i 14 professionisti destinati alla lunga cassa. Il nuovo Comitato di redazione, da poco eletto, ha ripreso le trattative con la proprietà e sembra aver convinto l’azienda a rinunciare ai propositi iniziali puntando ad ottenere – scrive nel suo pezzo Mazzarino – dall’autunno-inverno di quest’anno, “una decina di prepensionamenti nell’arco dei quattro semestri consecutivi previsti come tempo limite dalla legge”.

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