Già due sedute in cda Rai sul canale in lingua inglese

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In Viale Mazzini prove tecniche di trasmissione, ma in inglese. Il contratto di servizio 2018-22 tra il ministero dello Sviluppo economico e la Rai (in Gazzetta Ufficiale dal 7 marzo 2018) prevede infatti, tra l’altro, che la Rai metta in piedi un canale tutto in lingua inglese. Dell’argomento – a quanto apprende LoSpecialista.tv – si è già occupato di recente un paio di volte il consiglio di amministrazione. E il dossier è nelle mani di Monica Maggioni. Il presidente Rai ha messo in piedi un gruppo di lavoro, e presto tornerà nella Sala Orsello con un progetto più definito. Anche perché i tempi stringono. Dopo l’estate (sei mesi dal varo del contratto di servizio) bisogna portare le carte al ministero dello Sviluppo economico (che ha competenza sulle strategie future del Servizio pubblico) per le determinazioni di competenza.

Allo stato il progetto è ancora in fase embrionale: prime analisi sui costi (non meno di 100 milioni l’anno, Rai Italia – e non sarebbe certo la stessa cosa – ne costa 25 l’anno e dal Dipartimento per l’editoria ne rientrano solo sette…) e approfondimenti su personale e linea editoriale. Ma soprattutto: lo produrrà la Rai da sola o sarà costituita una newco aperta a nuovi partner? D’altronde RaiWorld, questo uno dei nomi papabili, sarà un fiore all’occhiello per la tv di Stato, ma anche per il Made in Italy e l’immagine del Belpaese nel mondo. Una location appetibile per i big spender della pubblicità.

“La Rai – spiega l’articolo 12 del contratto di servizio – è tenuta a sviluppare uno specifico canale in lingua inglese di carattere informativo, di promozione dei valori e della cultura italiana, anche mediante la produzione di programmi originali e opere realizzate appositamente per un pubblico straniero, nonché volto alla diffusione dei prodotti rappresentativi delle eccellenze del sistema produttivo italiano e di opere cinematografiche, documentaristiche e televisive selezionate per valorizzare l’identità del Paese”. Non dovrà essere, insomma, la Cnn de’ noantri… Anche se la Maggioni il pallino delle news ce l’ha eccome. Milano, intanto, reduce dall’Expo, si candida per ospitarlo…