Giorgio Mulé (FI): “No soldi alla Rai. Se Gualtieri ritiene gestione fallimentare, licenzi Salini”

0
443
Il deputato di Forza Italia Giorgio Mulé. Foto da account Twitter @giorgiomule

C’è confusione ai piani alti di Viale Mazzini. In una lettera ufficiale di 9 pagine datata 28 ottobre 2020 e inviata alla commissione di Vigilanza Rai l’amministratore delegato, Fabrizio Salini, ipotizza, tra l’altro, la “riperimetrazione complessiva, anche in termini occupazionali, con le inevitabili ricadute sociali”. A distanza di pochi giorni, lo stesso Salini dichiara di non aver “mai preso in considerazione interventi drastici sul piano occupazionale ma, eventualmente, politiche di accompagnamento alla pensione e/o incentivazione all’esodo”. Ma che succede al settimo piano? Chi scrive le lettere di Salini al Parlamento? E chi le smentisce sui giornali? In attesa che ai piani alti si chiariscano e facciano pace con se stessi, AdgInforma.it due chiacchiere sulla difficile situazione della Rai le ha fatte con Giorgio Mulé, ex direttore di Panorama e ora tra i banchi di Forza Italia proprio in commissione di Vigilanza sulla Rai.

Sembra che in Rai i conti non tornino più e che dopo la minaccia sui canali da cancellare ora siano a rischio i posti di lavoro. Che idea si è fatto? “Intorno alla Rai c’è una cortina fumogena che neanche durante il derby Milan-Inter…”, ha esordito Mulè con un sorriso. A cosa ti riferisci? “Semplice, si fa fatica a comprendere. Fino a quest’estate tutto andava bene madama la marchesa, con un piano industriale ambizioso e messo da parte con la scusa del covid. Ora si va avanti senza rotta, senza piano industriale e senza un focus editoriale-produttivo. Basti pensare che sono passati mesi e non hanno neanche sostituito il direttore di Rai Fiction…” Perché il grido d’allarme dell’ad arriva ora? “Salini è come quei prigionieri attaccati al palo con gli indiani del Pd intorno che gli fanno la danza della morte. Si sta giocando il tutto per tutto… E meno male che la politica doveva stare fuori dalla tv di Stato. E’ ostaggio dei partiti”.

Mercoledì in Vigilanza arriverà il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri. Cosa dovrebbe fare? Salini si aspetta che l’azionista gli lasci l’extra-gettito, almeno in parte, per consentirgli di ripianare la pesante falla di bilancio. “Troppo comodo – ha aggiunto Mulè – tanto poi alla fine paga Pantalone che però si è stufato di pagare a babbo morto. L’azionista faccia un’assunzione di responsabilità e se ritiene la gestione di Salini fallimentare – come dicono i suoi compagni di partito – lo licenzi, lo mandi via. Soldi lo Stato non ne ha. Non ci sono i soldi per pagare i ristori ai lavoratori e noi ci mettiamo a restituire 200 milioni di canone alla Rai? Non scherziamo. Non è questa a mio avviso la strada da battere”. Come si ripianano allora i conti Rai? “Come in tutte le aziende. Si faccia un’azione di risanamento. Se ci sono tagli da fare si facciano, se ci sono cessioni immobiliari si facciano. Si possono ridurre i budget del 20 o del 30% alle strutture, senza necessariamente mandare la gente a casa”. Un consiglio pratico? “Beh, cominciamo a dire che la Rai non può pensare di fare tutto, dall’intrattenimento all’informazione, dai documentare allo sport. La missione della Rai dovrebbe essere solo quella di fare cultura e informazione. Non abbiamo bisogno degli show del sabato sera… faccia servizio pubblico e soddisfi le esigenze culturali e informative del Paese. Per tutto il resto gli spettatori – ha concluso il deputato di Forza Italia – sia gratis sia a pagamento, hanno l’imbarazzo della scelta”.

Approfondimenti