Giornalisti Afghanistan, uno ucciso uno liberato

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karzai.jpg Il freelance giapponese Kosuke Tsuneoka è stato rilasciato in Afghanistan dopo essere stato trattenuto in ostaggio per cinque mesi. La notizia viene diffusa da Reporters sans frontières, che si rallegra per il giornalista nipponico e che spera che la stessa sorte possa toccare anche a Hervé Ghesquière e a Stéphane Taponier di France 3, prigionieri da 250 giorni. Secondo Claude Guéant, capo dello staff presidenziale francese, i due giornalisti connazionali sarebbero ancora vivi e in buona salute e il loro rilascio potrebbe verificarsi a breve, dopo essere stato ritardato a causa del Ramadam. L’Afghanistan, comunque, si conferma tra i paesi più pericolosi al mondo per gli operatori dell’informazione, come conferma anche l’assassinio a Kabul di Sayed Hamid Noori, conduttore per la rete pubblica Radio Televisione Afghanistan (Rta). Il giornalista quarantacinquenne, vicepresidente dell’Associazione nazionale dei giornalisti afgani, è stato accoltellato e decapitato di notte nei pressi della propria abitazione. La vittima forse conosceva il suo omicida, di cui, almeno per il momento, non si sa altro. Il noto giornalista era conosciuto anche come attivista in gruppi in opposizione al presidente Hamid Karzai, che ha adesso ordinato l’apertura di un inchiesta sul suo assassinio. Le organizzazioni internazionali e l’associazione locale dei giornalisti hanno pubblicamente richiesto alle autorità di impegnarsi nel fare luce sull’omicidio, in modo da identificare il responsabile e punirlo secondo la legge.