Giornalisti minacciati. Busta con proiettile recapitata alla Tgr toscana. UsigRai: “Clima irrespirabile”

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L'ingresso della sede Rai di Firenze - Foto da Wikimedia.org

Non si placa l’esclation di minacce e violenze nei confronti dei giornalisti impegnati a raccontare la protesta no pass. L’ultimo grave avvenimento denunciato dalle organizzazioni sindacali di categoria è accaduto stamani. Negli uffici della sede Rai di Firenze è stata recapitata una busta contenente un proiettile e un biglietto con queste parole: “O vi date una calmata, giornalisti e Giani, o il piombo vi zittirà per sempre!!!”. Una minaccia che “rappresenta un salto di qualità inquietante nel clima di queste settimane contro i giornalisti e l’informazione”. Scrivono in una nota congiunta il Cdr della Tgr Rai Toscana, il coordinamento dei CdR della Tgr Rai, l’Esecutivo Usigrai, l’Associazione Stampa Toscana e l’Ordine dei Giornalisti regionale. “Chiediamo alle autorità massima vigilanza – continua il comunicato -, e di individuare quanto prima i responsabili”.

“La redazione della Tgr Rai Toscana – concludono i rappresentanti sindacali – continuerà a svolgere il proprio lavoro senza farsi intimidire, con professionalità e attenzione, nel rispetto delle opinioni di tutti ma raccontando i fatti senza censure”.

Tensioni al porto di Trieste – Prima di questo episodio, ieri, era toccato ai cronisti impegnati a raccontare la protesta che sta andando in scena da quattro giorni al porto di Trieste. Qui ci sono stati momenti di tensione quando i giornalisti sono stati accerchiati da diverse persone e coperti d’insulti. Prima era toccato ad una giornalista Rai essere invitata, senza troppi giri di parole, ad allontanarsi.

In seguito a questa ed altre intimidazioni l’UsigRai è tornata a farsi sentire denunciando un clima “ormai irrespirabile”. “Nelle ultime ore due inviati di Tg3 e Rainews24 sono stati costretti a interrompere le dirette a causa degli insulti e dell’aggressività di alcuni manifestanti – scrivono i sindacalisti in un comunicato -. Per di più, in almeno un caso, è avvenuto durante un corteo non autorizzato. Il clima sta diventando sempre più irrespirabile. Stanno prendendo sempre più la scena violenti che nulla hanno a che fare con il legittimo diritto di protestare. Crediamo sia arrivato il momento di aprire una riflessione sulla reale necessità – e opportunità- di continuare a seguire in maniera così costante queste manifestazioni. È un tema che affronteremo con le redazioni e le direzioni di testata”.

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