Giornalisti Rai: per l’estate la Tgr spera nei “precari”

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Foto by Markus Winkler on Unsplash.

Organici ridotti all’osso; pensionamenti e prepensionamenti; spostamenti già accordati alle testate nazionali (tra cui Tg1 e Tg2); piani ferie di Pasqua da riprogrammare; e corposi piani ferie estivi da smaltire. La Tgr Rai (20 redazioni e 750 giornalisti), con l’arrivo quest’estate dei 90 nuovi redattori del concorso sperava di tirare il fiato. Ma ora quel concorso rischia seriamente di slittare in autunno: davvero complicato organizzare in tempi di coronavirus l’arrivo di 3.722 giornalisti nella Capitale per la prova scritta; e immaginare il loro distanziamento. E il direttore Alessandro Casarin, il sindacato dei giornalisti e l’ufficio del personale si interrogano su come superare l’emergenza estate. Sembra che la commissione d’esame del concorso, presieduta da Marcello Sorgi, tornerà a riunirsi dopo il 4 maggio per verificare – nel rispetto delle indicazioni delle istituzioni – la possibilità di svolgimento delle prove nella fase2. Nel frattempo all’orizzonte si affacciano alcune alternative.

Ben 71 giornalisti professionisti diplomati della Scuola di Perugia si sono offerti per iscritto ai vertici della Rai. Lo stesso hanno fatto 47 giornalisti risultati “idonei” alla selezione Rai del 2015. Ma entrambe le missive sembrano destinate a cadere nel vuoto. Possibile, invece, che l’Azienda per tappare la falla della Tgr decida di concordare il trasferimento temporaneo di giornalisti da altre redazioni durante l’estate. E soprattutto si racconta che Casarin potrà attingere dalla “selezione” dei precari. Sì, perché quella del “giusto contratto”, a differenza del concorso, è una pratica avviata – a quanto apprende Lo Specialista – su un binario parecchio più veloce. La commissione esaminatrice, presieduta da Daniela Tagliafico e composta da cinque membri, si è insediata e sta vagliando le 327 domande d’ammissione. E a rendere tutto più facile – oltre al numero ridotto di candidati – è la consapevolezza che non si tratta di un concorso ma di una presa d’atto dell’Azienda di diritti maturati in tanti anni di lavoro in Rai da parte di 250 precari dei programmi delle Reti. Un’operazione che a regime costerà all’Azienda 11 milioni e 200 mila euro l’anno. E i primi 125 giornalisti – colleghi collaudati – potrebbero essere in organico già entro luglio 2020 (altri 125 nel 2021). Una bella boccata d’ossigeno per la Tgr in attesa che entro l’anno arrivino finalmente i 90 redattori promessi. Coronavirus permettendo…

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