Giornata libertà di stampa. Polverone sulla “censura” Rai a Fedez, ma siamo ultimi in Europa

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La panchina dedicata alla libertà di stampa inaugurata a Bologna - Foto Ufficio stampa Cnog

L’Italia festeggia la giornata internazionale sulla libertà di stampa, istituita nel 1993 dall’assemblea generale delle Nazioni Unite, con sullo sfondo l’eco ancora molto forte dell’accusa di censura, quantomeno tentata, rivolta dal palco del concerto del primo maggio, dal rapper Fedez alla Rai. Un intervento, quello del cantante milanese, che voleva sostenere il Ddl Zan e combattere l’omofobia e la transfobia, ma che ha finito soprattutto per riportare in auge il problema della lottizzazione nella tv di Stato. La “spartizione” politica della Rai torna d’attualità anche perché le accuse di Fedez arrivano in un momento in cui ci si avvia al cambio della governance del settimo piano.

Liberare la Rai dalla politica – Molti sono gli appelli arrivati da diverse figure politiche ed istituzionali che hanno chiesto a gran voce nuove nomine lontane dalla logica della spartizione politica delle poltrone. Tra questi il presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, Carlo Verna che si è rivolto direttamente al presidente del Consiglio Mario Draghi “che ben apprezza il valore dell’indipendenza”. “Se il governo istituzionale – afferma Verna – anziché trovare un inevitabile insano accordo sulle nomine, ne trovasse uno sano per la democrazia per liberare la Rai dai partiti sarebbe un grosso tributo alla giornata internazionale della libertà di stampa” … “e sottrarrebbe anche a chi lavora in Rai il peso di polemiche evitabili come quella di queste ore. In pochi giorni è possibile fare una legge scegliendo tra più proposte nel segno dell’autonomia, come per esempio quella che fece all’epoca da ministro delle comunicazioni l’attuale commissario europeo Gentiloni”. “L’indignazione c’è, le proposte pure, che aspettiamo? – conclude Verna – L’occasione è da non perdere”.

Anche il presidente della Camera, Roberto Fico, in una intervista a Repubblica pensa sia giunto il momento per mettere fine alla lottizzazione della Rai e non solo: “La cultura della lottizzazione deve essere superata sia dentro la Rai che fuori. Nelle stanze dei partiti come in quelle dei tg. Altrimenti, le dichiarazioni di queste ore sono inutili”. Una triste abitudine a cui finora – continua Fico, nessun partito “si è sottratto. Nessuno escluso, sono il primo a dirlo. Ecco perché una discussione di questa portata è importante adesso. È molto interessante ascoltare tutti i propositi pubblici dei politici, sentir dire loro che la Rai deve finalmente essere libera dalle mani dei partiti. Ne approfitto per dire: facciamolo. Facciamolo adesso, nei giorni in cui ci sono le nomine del prossimo cda sulla base di una legge che io ritengo sbagliata, ma che il Parlamento in questi anni non è stato in grado di modificare”.

La giornata della libertà di stampa – In questo clima tutt’altro che disteso l’Italia festeggia oggi la giornata internazionale della libertà di stampa dal poco invidiabile 41/o posto nella classifica stilata da Reporter senza frontiere di cui abbiamo dato conto pochi giorni fa. Ultima in classifica in Europa, e con circa 20 giornalisti sotto scorta.

In occasione della ricorrenza il presidente dell’Ordine dei giornalisti, Carlo Verna, ha partecipato all’inaugurazione della panchina dedicata alla libertà di stampa che si è svolta a Bologna. “Il giornalismo in Italia è imbavagliato – commenta Verna partecipando al dibattito seguito all’inaugurazione -, urge una nuova legislazione per l’informazione, che in una stagione che voglia essere davvero riformista non potrà mancare, a cominciare dalle regole per il servizio pubblico e per una nuova Rai. Il tema rilanciato dalle cronache degli ultimi tempi è quello della riservatezza delle fonti, dalle inchieste sui migranti di Trapani col lavoro dei giornalisti intercettato, al reiterato sequestro del cellulare di un collega poi prosciolto, a distanza di quasi due anni, dal Gip di Ancona, ma non è il solo che mi costringe a sedermi virtualmente col bavaglio sulla panchina da oggi dedicata alla libertà di informazione dal Master della scuola di giornalismo di Bologna”. Verna si chiede, poi, “di quale libertà si parli tra minacce fisiche, cui lodevolmente il Viminale sta rispondendo, querele temerarie col Parlamento che cincischia anziché intervenire con urgenza, e vessazioni da iniquo compenso”. “Di stretta attualità – conclude il presidente del Cnog – la questione dell’inaccettabile pena del carcere ai giornalisti su cui la Corte costituzionale dovrà tornare a pronunciarsi il 22 giugno”. “Non è mai troppo tardi – evidenzia Verna – per un’iniziativa legislativa visto che la materia è ben nota alla ministra della Giustizia, Marta Cartabia nella quale confido, all’epoca Presidente della Corte, che con un’ ordinanza interlocutoria diede chiare indicazioni da giudice delle leggi a chi le norme deve crearle”.

La Fnsi ricevuta da Fico – Da Trento, dove si è svolta una manifestazione dedicata ai dodici giornalisti bielorussi incarcerati per aver raccontato le proteste contro il presidente Aljaksandr Lukasenka, il presidente della Federazione nazionale della stampa, Beppe Giulietti, ha annunciato un incontro con il presidente della Camera, in programma oggi pomeriggio, a cui “porteremo il dossier sui giornalisti intercettati dalla Procura di Trapani, sui cronisti minacciati, sulle querele bavaglio e sull’equo compenso degli ultimi, perché non è possibile che ci siano giornalisti che guadagnano cinque euro lavorando in contesti di pericolo e precarietà”. All’incontro con il presidente Fico parteciperà anche il segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso. “Chiederemo alle istituzioni e alle forze politiche che, assieme alla solidarietà, si dia approvazione alle norme ferme da vent’anni, perché chi colpisce i cronisti colpisce il diritto dei cittadini di essere informati”, ha sottolineato il presidente Fnsi.

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