Giornata mondiale libertà di stampa. Sostegno di Metsola e Mattarella ai giornalisti

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Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella - Foto da flickr.com

“Il Parlamento Europeo ha sempre cercato di sostenere il giornalismo all’interno dell’Ue e oltre”. È il messaggio con cui Roberta Metsola, presidente del Parlamento europeo, ha aperto la sessione odierna in occasione della giornata mondiale per la libertà di stampa.

“Una forte democrazia ha bisogno di una stampa libera e forte – ha aggiunto Metsola, sempre molto attenta i temi legati alla stampa e ai rischi della disinformazione -: sono orgogliosa che questo Parlamento unisca i fatti alle parole”.

“La nostra posizione sarà sempre al fianco della verità e di chi cerca la verità. Non dovrebbero spendere tempo e denaro per combattere contro procedimenti penali che cercano di ostacolare il loro lavoro”, ha spiegato.

Metsola ha, infine, ribadito: “i giornalisti non dovrebbero mai dover scegliere tra lo scoprire la verità e il restare in vita, non dovrebbero mai dover essere obbligati a passare anni e a utilizzare il loro denaro per contrastare le cause temerarie nei loro confronti.

Il premio Daphne Caruana Galizia – La giornata mondiale della libertà di stampa è anche l’occasione che Metsola ha scelto per lanciare la seconda edizione del premio Daphne Caruana Galizia per il giornalismo, “un premio che prende il nome dopo l’uccisione di una giornalista che aveva detto la verità”, ha ricordato. “Nel suo ricordo sosteniamo coloro che promuovono e difendono i valori europei fondamentali e vogliono garantire la verità attraverso un giornalismo di eccellenza”, ha specificato.

L’impegno contro le querele bavaglio – “L’Ue non ha mai fatto tanto per proteggere la libertà dei media e il ruolo del Parlamento Europeo è stato ed è fondamentale”, ha commentato Vera Jourova, vicepresidente della Commissione per i valori e la trasparenza, intervenendo al Parlamento Europeo.

Jourova ha ricordato la recente presentazione delle norme contro le cause temerarie nei confronti dei giornalisti. “Queste procedure sono spesso iniziate da enti o individui potenti, gli obiettivi di solito no”. “Ho parlato con i ministri della Giustizia e solo alcuni di loro hanno compreso pienamente perché dobbiamo agire” contro le cause temerarie, le cosiddette Slapp. “Non voglio fare una critica, voglio semplicemente dire che questo è qualcosa di nuovo anche per molti di loro e richiederà molto lavoro non solo per convincerli a dire di sì a questa direttiva transfrontaliera, cioè che riguarda le cause transfrontaliere che sono sempre più costose e complesse, ma anche per convincerli ad affrontare la questione delle cause interne”.

Al lavoro sul ‘Media Freedom Act’ – Ringraziando i giornalisti che lavorano in Ucraina, “che ci mostrano quello che la Russia non vuole che si veda”, Jourova ha annunciato che la Commissione Europea “sta preparando il Media Freedom Act, che prevede per la prima volta di istituire per la legge in Ue standard comuni per proteggere il pluralismo e l’indipendenza editoriale dei media”.

Mattarella: “giornalisti uccisi, bilancio drammatico” – In Italia il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è intevenuto in occasione di questa importante giornata ricordando i numeri drammatici dei giornalisti uccisi: “La Giornata mondiale della libertà dell’informazione indetta da Onu e Unesco si apre quest’anno con un bilancio purtroppo drammatico. Sono 24 i cronisti uccisi nel 2021 e quasi 500 gli imprigionati. Un dato destinato a salire con la guerra di aggressione della Federazione Russa all’Ucraina, attualmente in corso. Su di essi intensa deve essere l’attenzione dell’opinione pubblica internazionale”.

“Si tratta di un prezzo altissimo pagato da chi è chiamato a onorare con coerenza la professione – ha aggiunto Mattarella -: essere testimoni di verità, attraverso le parole, le immagini. Testimoni che hanno talvolta pagato con la loro vita l’esposizione dei fatti, spesso scomodi per i poteri costituiti, dando voce al pluralismo vitale della società, senza il quale saremmo tutti più poveri e meno liberi. Testimoni di libertà che hanno voluto rendere effettiva quella di espressione, coscienti di come una cittadinanza consapevole, attiva, capace di confrontarsi e approfondire, passa attraverso il loro servizio. La libertà di stampa, insieme alla libertà di essere informati, è il termometro della salute democratica di un Paese. Ce lo insegnano in questi giorni i drammatici avvenimenti della guerra in Ucraina. È compito della comunità internazionale ai vari livelli rendere effettivi questi diritti”.