Gomorra, si è chiusa un’era. Marco D’Amore e Salvatore Esposito scrivono una lettera d’addio ai loro alter-ego

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Salvatore Esposito è Genny Savastano - Foto da Ufficio stampa Sky

Da venerdì scorso sono disponibili su Sky le ultime due puntate della stagione finale di Gomorra (evitiamo anticipazioni per chi non le avesse ancora viste ndr.), che non hanno mancato di riservare colpi di scena ed emozioni fino all’ultimo secondo. La serie tv ambientata nei meandri della criminalità organizzata napoletana, nel corso delle sue 5 stagioni ha conquistato l’Italia ed il mondo con numeri da record, divenendo un vero e proprio cult televisivo al pari delle grandi serie straniere.

Per celebrare il termine di questo lungo percorso, i due attori principali della saga, Marco D’Amore (che interpreta il boss Ciro Di Marzio) e Salvatore Esposito (nei panni del boss Gennaro Savastano), hanno deciso di salutare i propri alter-ego artistici scrivendogli una lettera d’addio. Un  commiato ricco di emozioni e ricordi, scandito dalla gratitudine che entrambi gli attori esprimono per i personaggi che gli hanno regalato soddisfazioni e successi, sia in patria che all’estero.

 

La lettera di Marco D’Amore a Ciro Di Marzio:

La stanza è buia, una luce tenue filtra dal lucernario.
C’è odore di sigarette, spente e accese mille volte.
Stai seduto in un angolo, mi dai le spalle. Io in piedi a pochi metri.
Silenzio.
Ti passi una mano sul cranio lucido. Poi come fai tu, ti volti appena, mi guardi e i tuoi occhi brillano di una luce violenta.
Vieni vicino.
Riduci la distanza con quel modo che hai di arrivare ad un centimetro dal volto, il collo proteso in avanti.
Vorrei dirti tante cose, abbracciarti forse. Ma so che non posso nulla. Sei tu il protagonista.
Il tuo sguardo è duro, come se mi rimproverassi qualcosa.
Poi d’improvviso sorridi, come poche volte hai fatto. Mi dai due piccoli buffetti sul volto.
“Fa’ o bravo” dici. Poi cammini fino alla porta, la apri e te la chiudi alle spalle senza voltarti.

Addio Cirù.

La video-lettera di Marco D’Amore a Ciro:

La lettera di  Salvatore Esposito a Genny Savastano:

Caro Genny,

sette anni fa ero solo un ragazzo della periferia che sognava di fare l’attore.
E per realizzare quel sogno ti ho dato il mio corpo, la mia voce, la mia anima.
Ti ho dato tutto me stesso.
Il tuo dramma è stato il mio dramma, le tue ferite hanno segnato anche me.
Abbiamo vissuto ciascuno la vita dell’altro.
Lo stesso amore per Azzurra e il piccolo Pietro, lo stesso preciso dolore per la morte di Ciro.
Così mi hai reso un attore migliore, certamente un uomo migliore.
Ora però tutto quello che abbiamo tenuto stretto dobbiamo lasciarlo andare.
Domani realizzeremo che non ritorna mai più niente, ma forse è questa la nostra più grande conquista.
Forse ci mancheremo, forse ci rivedremo.
Intanto quel ragazzo che inseguiva il suo sogno è diventato l’uomo che lo ha realizzato.
Amico mio oggi dobbiamo lasciarci, ma io e te non ci perderemo mai.

Addio Gennà.

Quella di Salvatore Esposito a Genny:

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