Greco parte dal 5%, aspettando Formigli e “Don Matteo”

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C’era un tempo in cui il giovedì sera l’informazione su Rai2 era terreno di conquista di un certo Michele Santoro con share a due cifre e audience ben oltre i due milioni. Ora al posto di quel teletribuno – non pervenuto nel palinsesto autunnale di Viale Mazzini dopo le ultime performance – il giovedì in prima serata è rimasto il suo allievo. Quel Corrado Formigli che nella “fabbrica” di “Michele chi?” faceva l’inviato e che dal 2011 – senza perdere il “vizio” del reportage – il suo microfono se l’è conquistato su La7 con “Piazza Pulita”. Ma il giovedì dell’informazione dal 13 settembre scorso è divenuto terra di conquista anche per Gerardo Greco con “W l’Italia – Oggi e domani”. Classe 1966, 25 anni in Rai e una barba rasata in maniera quasi maniacale, nella prima puntata – nonostante l’effetto novità e la scarsa concorrenza – è stato seguito in media da 902.000 spettatori totali con il 5.09% di share. In linea con gli ascolti primaverili del suo predecessore, Paolo Del Debbio, con “Quinta colonna”. Cosa ne sarà di Greco, e della sua trasmissione ambientata in una periferia, quando in campo scenderanno anche “Piazza Pulita” e la grande fiction di Rai1?

Il programma ha naturalmente bisogno di rodaggio e di fidelizzare il proprio pubblico. Quale? Greco ha dichiarato di guardare a Rai1, ma anche a Rai3 e a La7. Punta al “bersaglio grosso” dell’ammiraglia Rai, insomma, quella pancia del Paese che fa vincere le elezioni. Il tutto per ingrassare l’audience di una rete alla ricerca di una nuova identità. Si è annusato (e corteggiato) per un paio di anni con i vertici Mediaset mentre dirigeva la radio Rai e hanno concordato che cambieranno il Dna di Rete4. Meno urla e più autorevolezza; meno piazza e più società civile; niente talk e spazio ad approfondimento, cronaca e analisi con un “taglio narrativo”; e infine anche un po’ di fiction. A proposito, per l’assoluzione Auditel Greco avrà bisogno del perdono di Don Matteo. Davvero un brutto cliente. Non a caso Publitalia vende uno spot di 30 secondi durante “W l’Italia” tra i 13 e i 14 mila euro (da scontare). Parecchio meno dei 20 mila euro necessari agli inserzionisti per il “Quarto grado” di Gianluigi Nuzzi. Ma qualcosina in più degli 11 mila necessari per il nuovo “Quarta Repubblica” di Nicola Porro. Mi sa che al lunedì su Rete4 a Cologno temono il flop…