Gualtieri “ristora” la Rai con 85 mln del canone e poi “sfratta” Salini

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Bastone e carota per la Rai da parte dell’Azionista di controllo. Il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, è intervenuto in audizione in commissione di Vigilanza ed è partito dalla carota. Prima ha scattato una fotografia in bianco e nero sui conti dell’Azienda: “La Rai prevede una perdita consolidata di 43 milioni di euro” nel 2020; e “non si può che valutare con attenzione e preoccupazione il deterioramento della posizione finanziaria”. Quindi è arrivata la carota in riferimento agli 85 milioni, ovvero il prelievo forfettario del 5% sulle entrate da canone che lo Stato trattiene ormai dal 2015. “Posso confermare – ha annunciato Gualtieri – che nella prossima legge di bilancio è stato inserito un articolo che prevede che questo importo sia riassegnato alla Rai”. Il tutto a “parziale compensazione della crisi economica in atto”. Un ristoro, insomma, per usare un termine tanto caro all’esecutivo in tempi di covid. Una carota sulla quale l’ultima parola spetterà al Parlamento e che deve essere accompagnata “da azioni da parte del management più ampie ed incisive che puntino ad un rilancio più complessivo dell’azienda”.

SQUILIBRI STRUTTURALI – Questo perché “i problemi del conto economico non riflettono solo una flessione congiunturale dei ricavi, ma mettono a nudo squilibri strutturali che richiedono risposte durature non solo dal punto di vista delle fonti di finanziamento ma anche da quello di un’adeguata capacità di rilancio dell’azienda”. Serve un “piano industriale serio di riorganizzazione e rilancio”, ha aggiunto Gualtieri. “Un piano che razionalizzi strutture e costi per assicurare equilibrio prospettico tra entrate e uscite e garantisca un’offerta migliore”. Bisogna infine – ha aggiunto l’Azionista vestendo per un attimo i panni dell’editore – “ripensare il modo di stare sul mercato, valorizzare il patrimonio audiovisivo del Gruppo, ripensare l’informazione e ripensare anche la mission stessa del servizio pubblico”. Insomma una Rai che sappia “risanarsi e mettersi al passo dei cambiamenti”.

VOLTARE PAGINA – Quindi è arrivato il bastone di Gualtieri. “Tutto questo – ha annunciato il ministro – sarà la mission del prossimo cda Rai che si insedierà entro la scadenza prevista (la prossima primavera, ndr)”. Nessuna possibilità di proroga, insomma, per questo management e – a giudicare dal giudizio severo – nessuna possibilità di secondo mandato per l’ad Fabrizio Salini difeso oggi a San Macuto solo dai commissari del Movimento 5 Stelle. “Serve un serio ripensamento dell’Azienda – ha chiosato Gualtieri – del suo modello organizzativo e della sua mission informativa e culturale discutendo anche sul modello di governance”. Anche perché il modello attuale, voluto qualche anno fa da Matteo Renzi, nonostante i super poteri all’amministratore delegato, non ha certo prodotto una gestione snella e veloce. E soprattutto una gestione libera dalle influenze dei partiti. Insomma, per Gualtieri bisogna “voltare pagina”.

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