Guerra e fake news. Fuortes al Copasir. Ora tocca all’Agcom – a cura di Telpress

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L'ad Rai Carlo Fuortes. Foto da ufficio stampa Rai,

È durato novanta minuti il colloquio tra l’ad della Rai Fuortes e il Copasir (Corriere p.14, Repubblica p.16 e tutti). Il Copasir all’ad della tv di Stato: “Allarme fake news, in tv ospiti russi legati al Cremlino”. Sollecitato a spiegare i criteri di scelta degli ospiti, Fuortes ha precisato che gli inviti rientrano nell’autonomia di autori e conduttori. In un clima “costruttivo e partecipato”, sarebbe emerso “un atteggiamento consapevole e unitario” sui rischi di ingerenza e disinformazione, con l’obiettivo comune di “migliorare la tutela del sistema informativo”. Già più volte Urso aveva lasciato intendere che la controinformazione russa è una realtà, “un fenomeno reso ancor più preoccupante dopo l’invasione in Ucraina”, ma che evidentemente era noto ai servizi già prima. Urso, intervistato dal Corriere, dice: “Non tocca al Copasir tracciare il confine tra libertà di espressione, propaganda e censura. Vigilanza Rai, Agcom, Ordine dei giornalisti e altro sono gli organi adibiti a tutelare libertà, pluralismo, par condicio o anche deontologia professionale”. Tra una settimana sarà la volta del presidente dell’Agcom Lasorella davanti al Copasir. “Il Copasir contro le spie dei talk muove l’Agcom” titola il Fatto.

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