Guerra Ucraina. Il videomaker americano Brent Renaud è la prima vittima tra i giornalisti

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Il videomaker americano Brent Renaud ucciso in Ucraina

La guerra in Ucraina fa registrare la prima vittima tra i giornalisti che sono impegnati a raccontarla al mondo. Si tratta del cinquantunenne videomaker americano Brent Renaud, ucciso ad Irpin, nei sobborghi di Kiev, dalle forze russe mentre – con due colleghi, rimasti feriti – stava filmando la fuga dei profughi.

In un video il collega che si trovava con Renaud ha raccontato quei tragici attimi. “Stavamo attraversando il primo ponte a Irpin con altri colleghi, per filmare i rifugiati in fuga – ha ricostruito il giornalista Juan Arredondo in un video su twitter -. Si è avvicinata un’auto che ci ha chiesto se volevamo andare con loro per passare il secondo ponte, abbiamo superato il checkpoint e ci hanno sparato contro, Brent è stato ferito e lo abbiamo dovuto lasciare indietro per fuggire. Sono stato portato qui da un’ambulanza. Ho visto che gli hanno sparato al collo, ma non so che fine abbia fatto”.

Ecco il video riportato dal Guardian:

La morte di Renaud, che in passato ha lavorato anche con il New York Times, è stata confermata su Facebook dal capo della polizia della regione di Kiev, Andriy Nebytov: “Gli occupanti stanno cinicamente uccidendo anche i giornalisti dei media internazionali che cercano di mostrare la verità sulle atrocità delle truppe russe in Ucraina”, ha scritto sul social.

Chi era Brent Renaud – Il video maker statunitense era un esperto dei teatri di guerra. Dall’Afghanistan all’Iraq non c’è conflitto che Renaud non avesse raccontato lavorando per diverse testate: il New York Times, ma anche il Boston Globe, la Nbc, Discovery Channel, Pbs e Vice News. Insieme al fratello Craig era stato anche ad Haiti dove aveva ripreso le immagini del terribile terremoto del 2010, in Messico dove aveva raccontato le violenze dei cartelli della droga, in Egitto per la primavera araba, fino al racconto del dramma delle carovane di migranti del Centro America. Lavori, tra cui anche alcune serie per il canale Hbo, che sono valsi a lui e alla piccola casa di produzione Ranaud Brothers fondata con il fratello, diversi premi internazionali. Come il George Foster Peabody Award, destinato alle eccellenze nel settore delle trasmissioni radio e tv.

Oltre 2000 giornalisti stranieri in prima linea – Renaud era solo uno degli oltre 2 mila giornalisti stranieri che attualmente Reporter senza Frontiere ha stimato essere attualmente impegnati in Ucraina a raccontare la guerra, che si aggiungono agli innumerevoli reporter locali. Reporter che, al pari dei civili, stanno diventando giorno dopo giorno un vero e proprio obiettivo militare per l’esercito russo. Per questo l’associazione ha inaugurato a Leopoli un press freedom center, sollecitando le donazioni per dotare i giornalisti in prima linea di elmetti e giubbotti antiproiettili.

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