Hearst Italia, ok alla riorganizzazione: organico dimezzato grazie agli “scivoli”. Evitati i licenziamenti collettivi

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Riviste - Foto di Steve Buissinne da Pixabay

Obiettivo raggiunto in casa Hearst Italia. Il piano d’incentivi all’uscita avviato a metà maggio dalla casa editrice di Elle, Gente, Marie Claire, Cosmopolitan, Esquire ed Harper’s Bazaar, ha ottenuto il successo sperato e non ci sarà bisogno di ricorrere ai licenziamenti collettivi. Lo riporta Claudio Plazzotta su Italia Oggi, che conferma quanto era già filtrato nei giorni scorsi dal quartier generale della casa editrice di Via Roberto Bracco, a Milano.

Il piano di ristrutturazione prevedeva un taglio d’organico del 50% da ottenere possibilmente attraverso “gli scivoli” e non con traumatici licenziamenti. Obiettivo pienamente raggiunto con 92 dipendenti tra giornalisti, dirigenti e poligrafici che da domani saluteranno l’azienda. Altre 32 persone verranno pre-pensionate nei prossimi due anni. Per un taglio complessivo di 124 unità che equivalgono al 48% della forza lavoro di Hearst che fino ad oggi contava 260 dipendenti e che permetterà un risparmio, a regime, di circa 10 milioni di euro di costi annui.

In base a questi numeri Giacomo Moletto, il chief operating officer di Hearst Europe e country manager di Hearst Italia che ha gestito la ristrutturazione ha scongiurato “qualunque ipotesi di licenziamento collettivo”. “Abbiamo raggiunto gli obiettivi – ha dichiarato ancora a Italia Oggi -, ora siamo una nuova società che parte con un modello tutto da ripensare, e con la tranquillità di esserci lasciati alle spalle ogni problema legato a contratti di solidarietà o cassa integrazione. Adesso abbiamo una struttura non disegnata sul passato, ma sul futuro, e guardiamo ai prossimi anni con ottimismo”.

Escono 54 giornalisti e 5 direttori – È stata premiata la proposta Hearst, che incentivava le dimissioni volontarie con scivoli che andavano dai 48 ai 56 mesi di retribuzione in proporzione agli anni di anzianità aziendale (come avevamo già scritto su AdgInforma.it). Soluzione particolarmente apprezzata dai giornalisti delle varie redazioni che hanno aderito in 54 sui 107 attualmente in organico. Tra questi lasciano la guida delle rispettive testate anche cinque direttori. Sono Monica Mosca che lascia la direzione di Gente, Francesca Delogu quella di Cosmopolitan, Maria Elena Viola quella di Elle, Antonella Bussi lascerà Marie Claire e Cinzia Felicetti, Marie Claire Maison. Confermati, invece, Massimo Russo alla direzione di Esquire e Livia Peraldo Matton a quella di Elle Decor.

Una nuova organizzazione redazionale – Da domani dunque i settimanali e mensili di Hearst ripartono tutti (scongiurate le chiusure) ma ovviamente senza direttori e con la metà dei redattori, con una nuova organizzazione redazionale. In particolare, riporta il pezzo di Italia Oggi, Gente potrà avvalersi di una redazione di 15-18 giornalisti, in linea con le redazioni degli altri settimanali familiari concorrenti. Cosmopolitan diminuirà le uscite cartacee che rimarranno solo sei all’anno diventando perlopiù un brand digitale sul modello Global edition con forte connotazione americana. Una scelta legata al fatto che già oggi il 78% del fatturato pubblicitario in Italia di Cosmopolitan arriva dal digital. Per quanto riguarda Marie Claire Maison si sta valutando la possibilità di trasformarlo in allegato di Marie Claire, poiché per questa testata la redazione si è svuotata. Ci sono comunque 2-3 numeri già pronti, lasciati in eredità dalla direttrice Felicetti. Non cambia nulla per quanto riguarda Elle Decor, in cui il piano di uscite ha ricevuto una adesione contenuta, ed Esquire, i cui impianti redazionali restano confermati. Non cambia nulla anche per Harper’s Bazaar che era già digitale e rimarrà tale. Elle e Marie Claire, infine, avranno un unico direttore, Massimo Russo, che si occuperà della linea editoriale e del controllo qualità delle due testate, lasciando poi molta autonomia ai vicedirettori.

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