Hong Kong. Polizia in redazione all’Apple Daily: 5 arresti. “Libertà di stampa appesa a un filo”

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L'irruzione della polizia nella redazione di Apple Daily - Foto da profilo twitter Apple Daily

Cinquecento poliziotti del Dipartimento di sicurezza della polizia di Hong Kong hanno fatto irruzione questa mattina negli uffici dell’Apple Daily, il tabloid che aveva appoggiato le manifestazioni pro-democrazia contro il regime di Pechino. Il risultato del blitz è stato di cinque arresti, due dirigenti e tre redattori. Tra questi anche il direttore del tabloid Ryan Law, accusato di “collusione con un paese straniero o con elementi esterni che mettono in pericolo la sicurezza nazionale”. I fondi del giornale – circa 2,3 milioni di dollari secondo il Guardian – sono stati bloccati e la polizia ha perquisito gli uffici, mentre crescono le preoccupazioni sul futuro dei media in città.

“Libertà di stampa appesa a un filo” – La libertà di stampa di Hong Kong è “appesa a un filo” ha scritto lo stesso giornale in un messaggio rivolto ai lettori sulla sua app. Il tabloid che appartiene al tycoon Jimmy Lai, anche lui in carcere da fine 2020, “sta subendo una stretta mirata da parte del regime – continuano i giornalisti di Apple Day – La protezione della libertà di stampa a Hong Kong è appesa a un filo. Tutti i membri di Apple Daily rimarranno saldi e fermi” al loro posto.

Il congelamento degli asset di Apple Daily, segnano un precedente sulle disposizioni della legge sulla sicurezza nazionale, essendo una mossa prima del suo genere contro una società di media.

L’operazione fa parte del piano messo in piedi dal governo per soffocare la stampa di Hong Kong. Il sovrintendente senior Steve Li Kwai-wah, capo della divisione per la sicurezza nazionale della polizia, ha giustificato gli arresti dicendo che c’erano “prove molto forti che gli articoli – risalenti al 2019, ndr – hanno svolto un ruolo cruciale nella cospirazione contro le autorità”. Giovedì scorso, in conferenza stampa, John Lee aveva lanciato un ulteriore avvertimento alla stampa cittadina: “Non dovreste essere collusi con questi giornalisti. Non scherzate, altrimenti pagherete un prezzo salato. Svolgete il lavoro giornalistico liberamente, in conformità con la legge”, ha minacciato.

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