Cordoglio per la morte di Syed Saleem Shahzad

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syed_saleem_shahzad.jpgAncora sgomento per la morte di Syed Saleem Shahzad. Il giornalista pakistano, esperto di terrorismo islamico, responsabile dell’ufficio pachistano di Asia Times Online, corrispondente della Adn Kronos International (Aki) e collaboratore de La Stampa, è stato sepolto ieri mattina, ma lo sgomento per la sua uccisione continua a rimanere grande. Di Syed Saleem Shahzad si erano perse le tracce domenica sera e la preoccupazione si è subito fatta alta con il ricordo del sequestro che il giornalista subì nel 2006 in Afganistan. Allora, i Talebani lo rilasciarono solo dopo una terribile settimana di detenzione. A nulla però è servita la mobilitazione internazionale, capeggiata dalla Federazione internazionale dei giornalisti (Ifj) con l’appoggio anche della Federazione nazionale stampa italiana (Fnsi). Due giorni dopo infatti nei pressi di Sara e Alamgir, a circa 150 chilometri da Islamabad, è stato ritrovato il corpo sfregiato del giornalista morto. In molti lo piangono e tanti hanno voluto rendere un ultimo saluto a Syed Saleem Shahzad. “Piangiamo sgomenti la morte di Syed Saleem Shahzad – commenta il segretario della Fnsi, Franco Siddi – collega e soprattutto giornalista serio e rigoroso, prima che coraggioso. Non credo che nessuno pensi di fare questa professione per essere un eroe. E credo che neanche Shahzad lo pensasse, ma lui è un eroe suo malgrado. Con la comunità internazionale dei giornalisti ci stringiamo a tutti coloro che hanno lavorato con lui e ai suoi familiari e continueremo con più vigore la battaglia per l’affermazione dei valori di un giornalismo etico al servizio della conoscenza e alla formazione libera delle coscienze fondata sulle notizie che valgono”.