I grillini e la tv: dal “codice Rocco” al “galateo Grillo”

0
273
Rocco Casalino, foto da streaming

C’era un tempo in cui la regola nel Movimento 5 Stelle – dettata da Beppe Grillo – era semplice: guai a partecipare ai talk della tv. Col tempo ci si è accorti che i social non potevano bastare ed è entrato in vigore il “codice Rocco” o “metodo Casalino”, prima responsabile della comunicazione del M5S e poi portavoce del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Cosa prevedeva? Nei “salotti” e nelle “arene” televisive bisognava andarci eccome. Ma il “cast”, la “scenografia” e la “sceneggiatura” si concordavano a trattativa privata con l’anchorman e gli autori di turno. Come finiva? Di solito con un “soliloquio”. Non graditi altri politici e altri giornalisti in studio. Al massimo, se gli altri politici in studio erano proprio necessari, l’esponente del M5S interveniva in collegamento e niente effetto “pollaio”. E qualche raccomandazione, naturalmente, anche per gli esponenti del Movimento destinati al piccolo schermo: forma fisica (si racconta addirittura di raccomandazioni su sbiancamento dei denti), attenzione al look e alla dizione. E naturalmente ripasso dei temi più cari al Movimento.

IL GALATEO DI GRILLO – Ora per i Cinquestelle è tempo di nuove regole. In attesa che Giuseppe Conte prenda lo “scettro” ponendo fine alla reggenza di Vito Crimi, e guardando ai prossimi appuntamenti elettorali, è di nuovo Grillo a dettare le regole alla tv. “Il cittadino ha diritto di essere informato sui contenuti”. “Chiediamo – scrive sul proprio blog – che i nostri portavoce, ospiti in trasmissioni televisive, siano messi in condizione di poter esprimere i propri concetti senza interruzioni di sorta per il tempo che il conduttore vorrà loro concedere, e con uguali regole per il diritto di replica, che dovrà sempre essere accordato”. “Chiediamo, inoltre, che i nostri portavoce siano inquadrati in modalità singola, senza stacchi sugli altri ospiti presenti o sulle calzature indossate, affinché l’attenzione possa giustamente focalizzarsi sui concetti da loro espressi. Poche regole, di buon senso oltre che di buona educazione, che se osservate consentiranno ai portavoce del M5S di presenziare a trasmissioni televisive con la giusta considerazione e il dovuto rispetto nei confronti dei telespettatori”.

MENTANA NON CI STA – Poche regole che non è detto siano digeribili per la tv. Per il direttore del Tg La7 Enrico Mentana, ad esempio, sono “irricevibili, sia che le dica Grillo, sia che le dicano Berlusconi, Salvini o Renzi”. “Ognuno svolge il proprio ruolo, e a questo proposito ci sarebbe da capire quale è il ruolo di Grillo, e già che ci siamo di Conte. Se si chiede chiarezza bisogna anche dare chiarezza”, conclude il giornalista. “Chiedo ai rappresentanti del M5S ospitati in questi anni dalle nostre trasmissioni di prendere posizione sulle ‘disposizioni’ date da Beppe Grillo riguardo alle presenze in tv degli esponenti del Movimento”, conclude Mentana in un post su Facebook. “Qualora si confermasse che quelle linee – dal mio punto di vista irricevibili – saranno adottate ufficialmente dal M5S, dovremo trarne le più ovvie conseguenze”. Vediamo cosa faranno i suoi colleghi…

Approfondimenti