Ict. Cresce in Italia il mercato dell’Intelligenza artificiale: sfondato il miliardo di euro

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Foto: Pixabay

Il mercato dell’Intelligenza Artificiale anche in Italia è in forte crescita: dagli 860 milioni di euro del 2021 si arriverà a 1,1 miliardi nel 2022 fino a raggiungere 1,4 miliardi di euro nel 2023. Sono le nuove stime di Assintel Report, l’osservatorio permanente sul mercato digitale realizzato dall’Associazione nazionale delle imprese Ict di Confcommercio e curato da Idc.

Ict mercato promettente in Italia – Il mercato è promettente e l’Italia vanta molte piccole aziende Ict che sviluppano soluzioni e applicazioni innovative, ma che non godono della visibilità che hanno invece le big tech multinazionali. E’ con la finalità di valorizzarle che Assintel ne ha favorito l’aggregazione, portandole al Padiglione Italia del primo Waicf – World AI Cannes Festival, in programma dal 14 al 16 aprile 2022.

AI punta di diamante – L’area di sviluppo dell’Intelligenza artificiale è la punta di diamante di tutto quel segmento legato all’automazione dell’analisi dei big data, che ha un ruolo chiave nell’attuale economia mondiale. Circa il 5% delle aziende in Italia, soprattutto di grandi dimensioni, ha pianificato un investimento nelle piattaforme di Big data analysis nei prossimi 12 mesi: il segmento ha toccato un valore complessivo di circa 2,5 miliardi di euro nel 2021 e potrebbe superare i 3 miliardi di euro nel 2023. Quasi l’80% di queste imprese sta intraprendendo un processo di riorganizzazione aziendale più o meno ampio, oltre il 60% sta cercando di realizzare nuovi modelli di interazione con i clienti oppure sta mirando a processi di internazionalizzazione e ingresso in nuovi mercati.

Il Machine Learning e l’Intelligenza Artificiale rappresentano un’area di investimento strettamente correlata alla precedente, ma con aspettative di un altro ordine di grandezza: investire negli algoritmi è il marchio distintivo degli imprenditori più innovativi, quelli che hanno una visione chiara del futuro e un’ambizione radicale al cambiamento: si tratta di meno del 5% delle imprese in Italia e circa un quinto delle grandi aziende.

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