Iem: anno da cancellare per l’industria media

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fondazione_rosselli.jpgIl mercato della comunicazione in Italia arranca, portando su di sé i segni della crisi finanziaria. É questa l’immagine dell’industria dei media contenuta nel dodicesimo rapporto IEM (Istituto di economia dei media) presentato ieri (17 novembre) nella splendida cornice del tempio di Adriano a Roma. Nel 2008 il settore della comunicazione in Italia è cresciuto appena dello 0,2% raggiungendo i 101,8 miliardi di euro, mentre a fine 2009 la flessione dovrebbe raggiungere il 5%. Il rapporto, curato dalla Fondazione Rosselli, evidenzia come dei 101,8 miliardi di fatturato, 64,5 sono stati raccolti dall’Ict (+0,1% rispetto al 2007). In calo, invece, gli introiti dei mezzi a contenuto editoriale che, dopo essere stati il segmento più vitale degli ultimi anni, mostrano per la prima volta una battuta d’arresto fermandosi a 24,4 miliardi (-0,3%). In questo contesto a tenere sono i mezzi ad esclusivo contenuto pubblicitario (annuari, affissioni) che ottengono un +1,4% a 13,3miliardi. Il segno meno la fa da padrone in quasi tutti i mercati della comunicazione. In particolare, evidenzia ancora il rapporto, soffrono quei settori in cui i contenuti sono veicolati anche tramite internet: musica e home video pagano il dilagante file sharing e fanno segnare i risultati peggiori, rispettivamente -16,9% e -17,1% rispetto al 2007. Ma sono molto negativi anche i risultati dei quotidiani (-7,6%) e quello degli incassi cinematografici (-4,9%). Si salva solo il mercato dei videogiochi, che esce vincente dal 2008 facendo registrare un ottimo +21% rispetto al 2007, raggiungendo quota 1.263 milioni. Positivo, seppur in misura minore, anche il trend della Tv: +3,6% a 8.816 milioni. A discutere di questi numeri si sono alternati nel corso di tutta la giornata professioni della comunicazione, giornalisti ed esponenti politici, che hanno preso parte alle diverse tavole rotonde andate in scena durante il summit. Tra i personaggi di spicco Giorgio Gori, amministratore delegato di “Magnolia”, Cesare Sironi, amministratore delegato Matrix-Telecom Italia, Vittorio Veltroni, responsabile internet services di Telecom Italia, l’onorevole Paolo Romani, Viceministro alle comuniczioni e Paolo Gentiloni del Pd. Tutti d’accordo su un punto: per uscire dalla crisi i media devono puntare tutto su innovazione e creatività.