Il 30 aprile parte l’iter per la nomina del nuovo cda Rai

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Il 30 aprile partirà la procedura per la nomina del nuovo consiglio d’amministrazione della Rai, con la pubblicazione – sui siti istituzionali di Camera, Senato e Servizio pubblico – dell’avviso di procedura di selezione. Ed entro l’estate – se tutto filerà liscio – avremo il nuovo board. È quanto hanno concordato stamane (telefonicamente) – per rispettare la legge n. 220 del 2015 – la presidenza di Camera e Senato con il settimo piano di Viale Mazzini. Le candidature devono pervenire almeno trenta giorni prima della nomina e i curricula devono essere pubblicati negli stessi siti internet.

La nuova legge

L’attuale cda scade formalmente con l’assemblea degli azionisti che deve tenersi per legge entro il 30 giugno. Due i punti all’ordine del giorno: approvazione del bilancio (in utile per circa 15 milioni) e nomina dei nuovi amministratori. Ma sessanta giorni prima, ecco la decisione di queste ore, la Camera (due consiglieri), il Senato (due consiglieri), il ministero dell’Economia (due consiglieri, tra cui presumibilmente il nuovo ad) e la Rai (un consigliere) devono per legge pubblicare sul proprio sito istituzionale l’avvio della procedura di nomina. Trenta giorni prima, invece, in Viale Mazzini si deve insediare la commissione elettorale (seggio aperto 24 ore, voto elettronico e segreto) con la presentazione dei candidati. La consultazione – in caso di mancato raggiungimento del quorum del 50% degli aventi diritto – prevede il doppio turno.

Le candidature Rai

Per candidarsi nella tv di Stato occorrono tre anni di anzianità aziendale, almeno 150 firme o la presentazione delle organizzazioni sindacali (Usigrai, Adrai, Cgil, Cisl, Uil, Snapter, Ugl, Libersind) firmatarie del contratto di lavoro collettivo o integrativo della Rai SpA. Ma soprattutto essersi distinti per “onorabilità, prestigio, competenza professionale e notoria indipendenza di comportamenti”. La Rai conta circa 12 mila dipendenti: circa 10 mila quadri-impiegati-operai; 1.700 giornalisti e 300 dirigenti. Circa 10 mila (quelli assunti a tempo indeterminato) saranno gli aventi diritto. Di questi circa 5.000 sono iscritti ai sindacati che dunque giocheranno una partita importante non solo nelle candidature. L’Usigrai (il sindacato dei giornalisti) ad esempio conta oltre 1.500 iscritti. Monica Maggioni, attuale presidente, è già una dipendente della Rai nel cda. Ed è anche una giornalista. Sarà lei la prescelta?

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