Il 68% delle testate giornalistiche on-line fattura solo 20 mila euro l’anno

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Solo il 7% delle testate giornalistiche diffuse esclusivamente on-line fattura circa 3 milioni l’anno; il 25% arriva a circa 300 mila euro l’anno; e ben il 68% ricava in media intorno ai 20 mila euro l’anno. Mentre il ricavo medio annuo degli editori che operano sul web è pari a 337.806. È quanto emerge dal primo Rapporto dell’Osservatorio dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (in collaborazione con ANSO e USPI) sulle testate online nazionali e locali. Un comparto con una “testa” grande  – composta da pochi editori forti e strutturati – e una “coda lunga” che in Via Isonzo definiscono con “carattere più amatoriale che commerciale”. Una “peculiare distribuzione, tipica di molti mercati Internet, dovuta alla presenza di basse barriere all’entrata e, al contempo, elevati ostacoli al successivo sviluppo economico delle testate”.

L’Autorità delinea per la prima volta un quadro del settore

Lo scopo del rapporto, spiega l’Agcom, è delineare per la prima volta in Italia un quadro accurato di una realtà poco conosciuta come quella delle testate esclusivamente online. “In termini quantitativi, l’Autorità stima che poco più della metà delle testate online è di tipo generalista, mentre il rimanente è più specialistico. Tra quelle specializzate, lo sport, soprattutto il calcio, è l’argomento più trattato, seguito dalla finanza e dalla scienza e tecnologia. Tra le criticità è da evidenziare che le testate operanti esclusivamente in rete mostrano, anche rispetto a quelle tradizionali, una minore riconoscibilità e reputazione del marchio. Ciò rende attualmente impraticabile il finanziamento delle notizie, specie di attualità, attraverso modelli a pagamento. In questo contesto, la pubblicità online assume una rilevanza cruciale per l’informazione in rete. La differenziazione dei contenuti, la specializzazione in contesti territoriali, il raggruppamento delle testate (più piccole) in network pubblicitari, l’utilizzo delle piattaforme sociali per la viralizzazione di alcuni contenuti sono tutte risposte di mercato che hanno garantito una certa tenuta del comparto”.

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