Il cda Rai è legittimo e ha pieni poteri

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Giuseppe Morello, Vittorio Emiliani, Francesco Alberoni, Sandro Curzi… Non è la prima volta (e non sarà neanche l’ultima) che la Rai ha un consigliere anziano facente funzioni di presidente. Ma senza un presidente ratificato dal Parlamento, il cda Rai è legittimo? Ha pieni poteri? L’ad Fabrizio Salini può procedere anche con le nomine? E i consiglieri rischiano di pagare pesanti penali in caso di ricorsi? In queste ore la domanda se la stanno facendo in molti, nel Palazzo e ai piani alti di Viale Mazzini. LoSpecialista.tv, lo ha chiesto a chi al settimo piano c’è stato per 14 anni – dal 1994 al 2008 – come direttore degli affari legali Rai: l’avvocato Rubens Esposito. “La legge speciale non prevede quali sono le conseguenze della mancata ratifica della presidenza Rai da parte della commissione di Vigilanza”, ha premesso Esposito. “Marcello Foa, quindi, resta comunque consigliere Rai e non ha obbligo di dimissioni. Se al cda non va bene come presidente ad interim se ne scegliesse al suo interno un altro. E fino ad allora – sempre che l’azionista non decida di battere un colpo – come consigliere anziano farà le funzioni di reggente”.

Ma si deve limitare all’ordinaria amministrazione? “No – ha aggiunto Esposito – d’altronde il presidente di un collegio ha funzioni d’ordine, non ha poteri propri. Scrive l’ordine del giorno, convoca il consiglio ma non ha poteri deliberativi propri bensì ordinatori rispetto al buon funzionamento del board. Questo cda è formato ed è nella pienezza dei suoi poteri. E il consigliere anziano facente funzioni è previsto specificatamente dallo statuto Rai”. Nessun problema allora? “Beh, non esageriamo. Resta la questione di opportunità. Non è che questa cosa può durare in eterno”. E se lo stallo continuasse per mesi, quale via di uscita? “La maggioranza dei consiglieri si dovrebbe dimettere facendo decadere l’intero cda”. La mossa di Salvini non è dunque avventata. “Tutt’altro – ha concluso Esposito – è ben meditata”.