Il cda Rai lascia in eredità il progetto di restauro di Viale Mazzini

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C’era un tempo in cui tra i corridoi di Viale Mazzini si palesava il tecnico addetto alla rilevazione della tossicità dell’amianto. E i circa 1.400 impiegati della tv di Stato erano percorsi dalla stessa paura: respiriamo materiale cancerogeno, ci ammaleremo! Una visita inquietante, prevista ogni mese, e alla quale non faceva seguito nessuna comunicazione ai dipendenti. Ora sembra che quelle visite inquietanti siano terminate, ma la sede storica romana del servizio pubblico rimane piena di questa “fibra mortale”, messa al bando dalla legge 257 del 27 marzo 1992. E di fare bonifiche ai soffitti, non se ne parla proprio. Amianto per molti, ma non per tutti però. Perché al piano terra, dove vengono accolti gli ospiti per le conferenza stampa, e al settimo piano, dove alloggiano i dirigenti più importanti, di amianto non c’è più traccia. Lì le bonifiche a più riprese sono state fatte. Ma per fortuna dei dipendenti dei piani intermedi, presto il palazzo sarà totalmente restaurato.

Se n’è parlato nell’ultimo cda, e il progetto è quasi definito e sarà lasciato in eredità – a quanto apprende LoSpecialista.tv – al prossimo governo Rai. In sostanza si tratterebbe di bonificare a blocchi il palazzo di Viale Mazzini, e quindi di trasferire temporaneamente – e a rotazione – una parte del personale. Dove? Sono quattro o cinque (inizialmente i siti erano una quarantina) le sedi ancora candidate ad ospitare i lavoratori. La prescelta sarà presa in affitto per almeno 6 anni (perché i lavori saranno lunghi) e in pole ci sarebbe la sede Telecom di Val Cannuta. Ma lì non si sposteranno i lavoratori di Viale Mazzini. Quelli – affaccendati nel prodotto e in affari istituzionali – resteranno in zona: Via Novaro, Via Teulada. Al massimo qualcuno a Saxa Rubra…. Mentre a sentire i piani alti, saranno proprio i dipendenti di queste sedi a trasferirsi in periferia…