Il covid-19 non frena il fatturato (oltre mille mld) dei giganti del web, anzi

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Jeff Bezos, patron di Amazon. Foto da account Twitter @JeffBezos

Quattrodici hanno sede negli Usa, sei in Cina, tre in Giappone e due in Europa (Germania). Sono i 25 giganti mondiali del WebSoft (Software & WebCompanies) che nel quinquennio 2015-2019 – come sottolinea l’Area Studi Mediobanca – hanno più che raddoppiato il proprio fatturato. Il tutto con utili, forza lavoro e valore di Borsa in continua ascesa. E l’emergenza sanitaria legata al covid-19 non ha certo frenato la corsa dei giganti. Tredici operano in massima parte nell’internet retailing (e-commerce, entertainment services, online travel e sharing mobility), sette nella produzione di software e cinque nell’internet services (social, search engine, web portal). In particolare, nel 2019 il fatturato aggregato di questi 25 giganti WebSoft ha toccato quota mille miliardi di euro, pari all’8% del giro d’affari totale delle multinazionali industriali mondiali.

IL DOMINIO DI BEZOS – Il tutto in un mercato sempre più concentrato: i primi tre player, Amazon, Alphabet (Google) e Microsoft, rappresentano circa la metà dei ricavi aggregati WebSoft. Amazon (249,7 mld di euro), in prima posizione dal 2014, ne rappresenta da sola un quarto. Un gap destinato ad aumentare… Volano anche gli utili, a 146 mld di euro nel 2019 (il 15,6% delle multinazionali industriali mondiali), incrementati a un tasso medio annuo del +24,1% nel quinquennio 2015-19 (la grande manifattura è ferma al +0,6%). A fine 2019 la forza lavoro delle WebSoft era di 2,2 milioni di persone in tutto il mondo, facendo segnare un incremento di 1 milione di unità rispetto al 2015 (+90,6%, di gran lunga superiore al +3,8% della grande manifattura), di cui +567 mila dalla sola Amazon, regina indiscussa per numero di occupati: 798mila a fine 2019. Una crescita dovuta in gran parte ad acquisizioni di società di minori dimensioni. In tutto, i giganti del web danno lavoro al 7,1% degli occupati delle multinazionali industriali. È di +20,1%, invece, l’incremento medio annuo rispetto al 2015 del valore in Borsa. A fine 2019 i giganti del WebSoft valevano oltre otto volte l’intera Borsa italiana e quasi il triplo di quella tedesca. Le WebSoft hanno chiuso il 2019 con 520 mld di euro di liquidità, circa un terzo del totale attivo (un decimo per la grande manifattura).

EFFETTO COVID – Com’è cambiato il mercato delle WebSoft nel 2020 in seguito alla pandemia? Se la grande manifattura ha subito un calo del -11% nel primo semestre 2020, i colossi del web hanno spinto sull’acceleratore, con una crescita del fatturato del +17% rispetto allo stesso periodo del 2019. In crescita naturalmente anche gli utili.

IL FISCO – Circa la metà dell’utile ante imposte delle WebSoft è tassato in Paesi a fiscalità agevolata, con conseguente risparmio fiscale cumulato di oltre 46 mld di euro nel 2015-2019. Le WebSoft presidiano l’Italia tramite controllate, ubicate in gran parte nelle province di Milano e Monza-Brianza. Il fatturato aggregato delle filiali italiane nel 2019 ha raggiunto i 3,3 mld di euro (pari allo 0,3% del totale WebSoft) occupando oltre 11 mila lavoratori (pari allo 0,5% del totale WebSoft). Rispetto al 2018 si calcolano oltre mille dipendenti in più, in massima parte 3 assunti dalle società del Gruppo Amazon che vanta il maggior numero di occupati in Italia (circa 6mila unità). Nel 2019 le filiali dei giganti del WebSoft hanno versato al fisco quasi 70 mln per un tax rate effettivo del 32,1%.

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