Sul Foglio l’identikit del perfetto dg Rai: Fabrizio Salini

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Nel totonomine Rai di questi giorni c’è un nome che rimbalza di frequente per la poltrona di ad: Fabrizio Salini. “Un sussurro prende forma”, scrive Marianna Rizzini sul Foglio. “E’ il nome dell’ex direttore de La7 (prima dell’arrivo di Andrea Salerno), anche ex manager Discovery e Fox, poi direttore generale di Stand by Me, la società di produzione fondata da Simona Ercolani, autrice televisiva di successo (e a un certo punto anche regista – in senso mediatico – di una Leopolda renziana). Ma prima ancora del sussurro, e in contemporanea con l’uscita di altri nomi, tra cui quelli di Fabio Vaccarono di Google Italia e di Carlo Freccero, le fantasie e le elucubrazioni si concentrano sul profilo, ed è un puzzle in cui il nome di Salini pare in qualche modo incastrarsi: dev’essere uomo di azienda, ma che sappia di tv, uomo di management, ma di lunga esperienza (‘onde evitare un effetto Raggi in Rai’, dice un insider). Non dev’essere necessariamente un interno, ma non deve essere lontano dai media. Né deve essere compromesso con un partito… …E il cinquantaduenne romano Salini è laureato in Scienze Politiche ma dalla politica è cresciuto lontano, e cioè in mondi mediatici internazionali: dal 2003 al 2011 ha ricoperto il ruolo di Vice President-Head of Entertainment Channels per Fox International Channels Italy prima di arrivare a Sky Italia, dove ha diretto Sky Uno e l’offerta di Sky Cinema. Nel 2012 è entrato nel cda di Switchover Media, occupandosi del lancio dei due canali in chiaro visibili sul digitale terrestre Giallo e Focus. Tornato in Fox Italia come amministratore delegato, dal 2015 all’estate scorsa ha diretto La7, rete che il M5s non ha mai considerato nemica e in cui Salini aveva la responsabilità di palinsesti, contenuti e offerta multimediale”. L’avranno bruciato?