Il Giro d’Italia parte da Gerusalemme e si chiude a Roma, e la Rai pedala

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Dal 4 al 24 maggio. È tempo di scendere in strada per le biciclette del 101esimo Giro d’Italia. Ed è tempo anche per la Rai di ricominciare a pedalare. Per la prima volta la corsa rosa prenderà il via al di fuori dai confini europei. Partirà, infatti, da Gerusalemme e le tre pappe in Israele saranno anche l’occasione per rendere omaggio alla figura di Gino Bartali, che il 10 ottobre 2013 venne insignito Giusto fra le Nazioni per aver salvato molti ebrei durante la Seconda guerra mondiale, e il cui nome è impresso sul muro d’onore del Giardino dei Giusti nel Mausoleo della Memoria Yad Vashem a Gerusalemme. La corsa sarà lunga 3.546 chilometri (con 44mila metri di dislivello, due tappe a cronometro e cima Coppi fissata a quota 2.178 metri), con finale a Roma con arrivo in via dei Fori Imperiali sotto il Colosseo.

“Sono al terzo e ultimo giro – ha esordito sarcasticamente Gabriele Romagnoli, direttore Rai Sport, nella conferenza stampa di Viale Mazzini -.  Quello dell’anno scorso è stato un Giro straordinario ed e stato raccontato con un grande sforzo. In questa edizione proveremo ad essere ancora di più sul posto, dentro al Giro uscendo dalla frattura che può determinare uno studio. Vogliamo aggiungere un’emozione in più, e aggiungere qualcosa anche – ha concluso – al racconto dell’Italia”.

E la rete per eccellenza del Giro d’Italia sarà Rai2. “Sono al mio esordio – ha precisato il direttore Andrea Fabiano -. Rai 2 conferma la propria vocazione di incaricata di seguire i grandi eventi sportivi per il servizio pubblico. Saremo la rete del Giro d’Italia, e da rossa diventeremo una rete che si tinge di rosa. Un evento – ha aggiunto Fabiano – che ha la capacità di unire e connettere il Paese dal punto di vista geografico ed emotivo. L’anno scorso, solo in tv, sono stati circa 30 milioni gli italiani che hanno seguito il Giro d’Italia. Siamo contenti e orgogliosi di essere ancora la rete del giro, ogni giorno dalle 14 alle 18. Quattro ore con le scintille della competizione, ma anche l’epica del racconto, le analisi e gli approfondimento. E poi – ha concluso Fabiano – mostreremo la straordinaria bellezza del Paese, della sua arte e della sua cultura”.