Il mea culpa di Zuckerberg: “Ho fatto errori, mi dispiace”

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Sette pagine di spiegazioni, di analisi, di soluzioni e di promesse. Ma soprattutto sette pagine di scuse. È il testo che Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook,  leggerà martedì davanti al Congresso Usa. “Non basta connettere le persone e dar loro voce: bisogna garantire verità e sicurezza”, ha ammesso Zuckerberg. “Non abbiamo fatto abbastanza per impedire che questi strumenti vengano usati anche per il danno. Ciò vale per notizie false, interferenze straniere nelle elezioni e discorsi che incitano all’odio, così come per gli sviluppatori e la privacy dei dati. Non abbiamo avuto una visione abbastanza ampia della nostra responsabilità, e questo è stato un grosso errore. È stato un mio errore, e mi dispiace. Ho aperto Facebook, lo gestisco e – ha aggiunto – sono responsabile di ciò che accade qui”.

Facebook di prepara al cambiamento

“Non è sufficiente connettere semplicemente le persone, dobbiamo assicurarci che queste connessioni siano positive. Non basta dare alle persone solo una voce, dobbiamo assicurarci che non la usino per ferire altre persone o diffondere disinformazione”. “Abbiamo la responsabilità non solo di costruire strumenti – ha sottolineato Zuckerberg –  ma di assicurarci che tali strumenti siano utilizzati per sempre”. “Ci vorrà del tempo per elaborare tutti i cambiamenti che dobbiamo apportare, ma mi impegno a farlo nel modo giusto. Ciò include il miglioramento del modo in cui proteggiamo le informazioni delle persone e salvaguardiamo le elezioni in giro per il mondo”. Mercoledì per il Ceo di Facebook altra seduta dinanzi alla commissione Energia e Commercio della Camera alle 10 (le 16 italiane).

 

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