Il meglio di Minoli e Santoro su RaiPlay? Salini nicchia

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Il giornalista Giovanni Minoli. Foto da streaming

Sembra che a creare qualche grattacapo all’ad Rai Fabrizio Salini sia anche la sua creatura preferita: RaiPlay. Ci sono due importanti giornalisti (Giovanni Minoli e Michele Santoro) che raccontano di voler arricchire l’archivio proprio della piattaforma streaming del servizio pubblico. Ma aggiungono che al settimo piano si registra uno strano silenzio. Santoro – come lui stesso ha raccontato in più occasioni – ha offerto nel 2020 a Salini di acquisire quasi un decennio di programmi di cui l’anchorman detiene i diritti. Tra essi ci sono film, documentari e trasmissioni varie. Il tutto a titolo gratuito e con un’unica condizione: “che RaiPlay ne organizzasse la fruizione con tutti gli altri programmi da me realizzati in Rai”, spiega il giornalista su Il Domani. “Non l’ho più sentito”.

Stessa storia, o quasi, con Minoli. Da maggio 2020 è proprietario dei diritti di “La Storia siamo noi” andato in onda sulla Rai da ottobre 2002 a giugno 2013. Circa tremila ore che Minoli – nonostante ci sia l’interesse anche della concorrenza – vorrebbe dare alla Rai “perché è al servizio pubblico che devono appartenere”. Con Salini c’è uno scambio di lettere ma nulla di più. Eppure – spiega Minoli su Il Foglio – “non sono i soldi che mi interessano”. Ma se sono gratis nel caso di Santoro e a buon mercato nel caso di Minoli, perché non riprendersi un pezzo della storia del servizio pubblico? E soprattutto, domandare è lecito, rispondere è cortesia…

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