Il Sole24Ore in “agitazione” per gli “strappi” di Tamburini

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Il direttore del Sole 24 Ore Fabio Tamburini con l’Amministratore Delegato Giuseppe Cerbone - Foto IPP/Stucchi - Italy Photo Press - Da Ufficio stampa Sole24Ore

Ancora acque agitate a Il Sole24Ore e rapporti tesi tra la redazione e il direttore Fabio Tamburini sfiduciato a novembre del 2020. Proprio stamane sul quotidiano di Confindustria compare un duro comunicato del cdr, a valle di un’assemblea di redazione, che annuncia lo “stato d’agitazione”.

IL CDR – “Un primo, gravissimo strappo – scrive il cdr – c’è stato a inizio gennaio, quando l’azienda ha avviato il percorso che ha portato alla cassa Integrazione a zero ore per i nostri colleghi della testata IL. Una ferita ancora aperta, perché da allora nessuno di loro è stato richiamato al lavoro, nonostante le uscite, nel corso delle ultime settimane, di diversi giornalisti dal perimetro del gruppo. Dopo quella vicenda, è arrivato in questi giorni un altro strappo, a rendere ancora più tesi i rapporti nella nostra redazione: il ricorso a trasferimenti di redazione non consensuali. Un comportamento che viola per la prima volta una prassi sindacale per noi antica, posta a tutela delle competenze maturate negli anni dai giornalisti del Sole 24 Ore. Ma il malessere di questi mesi va oltre queste vicende. Nasce anche da un direttore che, nel corso di un anno di pandemia e lavoro in emergenza, non ha mai scritto alla sua redazione, per condividere gli ottimi risultati raggiunti con il lavoro di tutti. Risultati che hanno permesso di chiudere l’ultimo bilancio in sostanziale equilibrio e dai quali, finalmente, ci aspettiamo un futuro prossimo che non basi la crescita dei margini e la sostenibilità del conto economico solo sul taglio dei costi. Una mancanza di dialogo e un isolamento, quasi ostinatamente ricercati, che hanno prodotto un’organizzazione del lavoro sempre più sfilacciata, poco interessata a valorizzare gli sforzi di tutte le aree della redazione, come testimonia un recente giro di promozioni. Seguendo questo filo, la riorganizzazione in chiave digitale è rimasta nell’inchiostro dei piani editoriali, e anche il progetto del nuovo giornale è stato, purtroppo, un’opportunità agitata solo nei comunicati: molto è stato fatto nel rinnovamento della grafica, ma quasi nulla nel rinnovamento dei contenuti. E così, ancora una volta, non è stata data risposta a una domanda: come consentire alle competenze del Sole 24 Ore di arrivare all’esterno nel modo migliore e contribuire alla crescita di valore e ricavi. Speravamo che il voto di sfiducia al direttore dello scorso novembre potesse essere il segnale che la linea organizzativa ed editoriale andava, almeno in parte, rivista. Tutto, invece, è rimasto fermo – conclude la nota – compromettendo l’ambizione di costruire il nostro futuro”.

L’AZIENDA – Non certo conciliante la risposta dell’Azienda che “ribadisce che i risultati economici e finanziari si ottengono attraverso lo sviluppo dei ricavi e la decisa riduzione di tutti i costi di funzionamento. Le battaglie che il Cdr ha intrapreso da qualche mese – si legge – tra cui impedire la flessibilità organizzativa e fermare i progetti di sviluppo appartengono a una vecchia logica e minano la difficile sfida della competitività, contravvengono il contratto di lavoro, impediscono lo sviluppo dei ricavi e la necessaria evoluzione verso il digitale. Ciononostante l’Azienda proseguirà nell’ineludibile percorso di innovazione, sviluppo e sostenibilità economico-finanziaria”.

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