Il TgR di mezzanotte chiude, ma non in Alto Adige

0
272
La testata della Tgr della Rai - Foto da ufficio stampa

Con l’edizione di Sabato scorso (8 Gennaio 2022) il TgR della mezzanotte è andato definitivamente in soffitta. In tutta Italia tranne che in Alto Adige. Già perché, come sottolinea una nota dell’UsigRai, la decisione di Fuortes, approvata a maggioranza dal Cda di viale Mazzini, per la provincia autonoma di Bolzano non vale: “la programmazione non si cambia senza il preventivo accordo dell’autorità locale”.

Una situazione particolare, resa ancor più surreale dal fatto che, all’interno della stessa Regione, gli abitanti della provincia di Bolzano potranno continuare a vedere il tg locale di metà serata mentre quelli della provincia di Trento invece no. Una circostanza che, aggiunge UsigRai, discrimina “per la prima volta anche tra le cittadine e i cittadini della stessa comunità locale”.

Una situazione paradossale che porta il sindacato dei giornalisti interno alla tv pubblica ad attaccare duramente l’amministratore delegato, Carlo Fuortes: “L’improvvisazione e le forzature alla fine si pagano – scrivono -. E così la prepotenza con la quale l’Ad ha voluto togliere ai cittadini l’informazione serale per il territorio finisce per scontrarsi con la realtà: la terza edizione della TgR resterà in vita solo in Alto Adige. E – guarda caso – proprio alle 22.30: l’orario che l’Usigrai ha proposto per tutta la TgR”.

Ripensare il provvedimento – “Così la forbice dei tagli lineari gli si è inceppata lungo i bordi; e alla fine li ha tagliati anche male” scrivono ancora i rappresentanti sindacali, che colgono l’occasione di quello che definiscono “l’ennesimo errore frutto di una gestione ostentatamente muscolare e padronale”, per ribadire la richiesta all’ad “di ristabilire le regole della consultazione sindacale, del confronto con le parti sociali, del dialogo leale e costruttivo da determinare con la discussione di un piano industriale”.

La soluzione, secondo i giornalisti, c’è ed è risultata evidente con la querelle sull’Alto Adige: anticipare il tg alle 22.30 per ottenere lo stesso obiettivo di spending review senza privare le comunità locali di un presidio informativo importante.

Gli sprechi per UsigRai “sono altrove e li abbiamo denunciati” ma, secondo i sindacalisti “all’amministratore delegato manca evidentemente il coraggio di affrontarli e preferisce misure di bandiera”.

La replica dell’azienda – Dal settimo piano non ne vogliono sapere e rimandano al mittente le accuse. Secondo Viale Mazzini, con il taglio “non vi sarà alcun arretramento del servizio pubblico. Nella notte le notizie locali di particolare attualità e rilievo potranno essere trasmesse tramite Rainews24, come avviene attualmente” si legge in un comunicato letto durante l’ultima edizione del TgR notturno.

“Tutte le misure in atto o in programma – ribadisce l’azienda – sono volte ad aumentare la qualità dei servizi. In Italia la Rai è la sola impresa editoriale che sta assumendo 90 giornalisti. L’Azienda è determinata nel voler mantenere e sviluppare gli spazi informativi, compresi quelli della TgR che potrebbero essere incrementati senza particolari costi aggiuntivi in orari di maggiore ascolto”.

Approfondimenti