Impeachment. Arriva in tv la serie che racconta la versione di Monica Lewinsky sul sexgate

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La locandina di presentazione di Impeachment - Foto da profilo twitter americancrimestoryfx

La versione di Monica Lewinsky sul sexgate che 23 anni fa la vide protagonista di uno dei più grandi scandali della storia politica americana, esordirà domani sera (7 settembre) sugli schermi americani di Fx Network. “Impeachment”, questo il nome della serie, è molto attesa oltreoceano perché ha visto il coinvolgimento diretto della Lewinsky nella produzione. Monica si prende così la sua personalissima rivincita raccontando per la prima volta la sua versione dei fatti sul caso che sconvolse l’America e portò l’allora presidente Bill Clinton al processo di impeachment e quasi a perdere il suo posto alla Casa Bianca.

La serie fa parte delle antologie “American Crime Story” che hanno già trattato il caso O. J. Simpson e l’omicidio di Gianni Versace. La storia fa perno sulle tre donne della vicenda: Monica Lewinsky, interpretata da Beanie Feldstein, Linda Tripp (Sarah Paulson), la donna che estorse le confessioni, registrò le telefonate e portò le prove al Congresso, e Paula Jones (Annaleigh Ashford), la prima ad averlo accusato di molestie sessuali quando era ancora Governatore dell’Arkansas, nel 1991. Clinton è interpretato dall’attore inglese Clive Owen. Dietro la macchina da presa c’è Ryan Murphy, regista considerato il mago delle serie tv.

Di seguito il trailer ufficiale della serie:

Ad un anno esatto dal suo annuncio, l’attesa, dunque, è finita. Domani il pubblico americano saprà la verità di Monica, finora sempre taciuta. Le anticipazioni parlano di rilevazioni “inedite” e “provocatorie” come le ha definite Karey Burke, presidente di 20th Television che ha prodotto la serie.

Un compito non facile – ha dichiarato la Lewinsky – ritirare fuori quei ricordi dopo tanti anni tanto che, come racconta il New York Times “quando ha dovuto guardare la serie l’ha fatto con un terapeuta, e aveva una sessione con lui anche la sera della prima”. La scelta di tirare fuori quegli scheletri dall’armadio e di partecipare al progetto, Monica l’ha fatta perché “una cosa del genere non accada mai più a un’altra persona così giovane”. La Lewinsky, infatti, ora è una attivista contro il bullismo. Ad aiutarla nella scelta ha contribuito anche il movimento #MeToo, il movimento contro le molestie sulle donne e la violenza sul lavoro: “Sono grata per la crescita che abbiamo fatto come società – ha dichiarato Monica a Vanity Fair, rivista con cui collabora -, consentendo a persone come me, storicamente messe a tacere, di far sentire finalmente la propria voce. Le persone potenti spesso uomini, approfittano di coloro che sono subordinati in una miriade di modi in ogni momento”.

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