In casa Sky decollano gli investimenti ma non i clienti

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Correva l’anno 2011 e – mentre Mediaset Premium sfiorava i due milioni di abbonati – Sky ne poteva festeggiare in pompa magna ben cinque milioni. Dopo oltre sette anni, Premium è morente (conta miracolosamente ancora circa 600.000 abbonati), e Sky domina il mercato dei diritti tv del calcio (lo sport più popolare e seguito in Italia) con una sfilza di esclusive assolute: il 70% della Serie A (266 partite), tutta la Champions League (solo il mercoledì una gara su Rai1), tutta l’Europa League e la Premier League; e presto farà la parte del leone per gli Europei 2020. Eppure Comcast – che ha appena rilevato il Gruppo – non rende noti i dati di Sky Italia relativi al 2018. Su Milano Finanza si racconta di 5,1-5,2 milioni di abbonati. Numeri “approssimati ma non irrealistici” ha potuto verificare LoSpecialista.tv.

350.000 abbonati in sei mesi – Dal 30 giugno scorso (dato ufficiale 4.855.000 abbonati) insomma, al 31 dicembre, in sei mesi di assegni per i diritti tv, di espansione sul digitale terrestre, di campagna per il lancio di SkyQ (circa 100.000 abbonati) per andare “oltre ogni piattaforma”, il gruppo avrebbe conquistato solo 350.000 abbonati. Il tutto, considerando che lì dentro c’è anche il digitale terrestre, con un abbassamento inevitabile del’Arpu, stabilmente fin qui intorno ai 44 euro.

La pirateria – Perché, in un mercato pay come quello italiano stimato ad una saturazione di 7.000.000 milioni di abbonati, Sky non decolla? Certo non sarà per colpa di Dazn, con le sue 114 partite l’anno in esclusiva… Il problema è da ricercare altrove. O da Comcast non svelano i numeri per farci una sorpresa in primavera, oppure c’è qualcosa nel meccanismo della pay tv del Bel Paese che s’è inceppato. Certo, vanno considerati quei 4,6 milioni di italiani (oltre i 15 anni) che guardano lo streaming a scrocco. E tre, su quattro, di questi pirati sono “guardoni” del calcio. Non a caso anche in Italia – come Oltremanica – presto arriveranno le black list degli indirizzi Ip sospetti, tecnologia utilizzata da circa il 35% dei “pirati”. E ci sono ancora tutti quegli indecisi che uscita da Premium stanno ragionando sul da farsi, arrangiandosi tra un pub, una pizzeria e la casa (o la password) di un amico.

La telefonia – Per uscire dal tunnel, tanto per cambiare, anche Sky Italia dovrà seguire la via maestra, quella inglese. Lotta alla pirateria, dunque, ma soprattutto – a partire dall’estate del 2019 – il lancio del servizio “Fiber-to-the-Home”. Dall’estate, insomma, Sky – forte dell’alleanza tecnologica con open Fiber – oltre alla pay tv venderà anche il collegamento ad internet in fibra ottica e la linea fissa per il telefono. Oggi giorno quale famiglia non spende nei grandi centri urbani 25-30 euro al mese per fare il pieno di internet veloce per Pc, tablet, telefonini e smart tv. Se nell’offerta, ad un prezzo modico, ti ci metto anche la pay tv, il pacchetto è completo. E allora sì che l’obiettivo sette milioni di abbonati non sarà più una chimera.