“In questa storia che è la mia”. L’opera-concerto di Claudio Baglioni in streaming il 2 giugno

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Ciò che avviene al Teatro dell’Opera di Roma con “In questa storia che è la mia” è un vero e proprio incontro tra concerto musicale, opera teatrale ed effetti cinematografici.  Tratto dal suo omonimo ultimo album di inediti, lo spettacolo vede Claudio Baglioni come protagonista assoluto, accompagnato da più di 180 artisti tra ballerini, musicisti, coristi e performer, sotto la direzione artistica di Giuliano Peparini. L’evento (registrato in precedenza) sarà trasmesso il 2 giugno alle ore 21.00 su ITsART, la piattaforma streaming dedicata a musica, teatro, cinema, danza ed ogni altra forma d’arte. Per accedere alla visione dello spettacolo sarà possibile effettuare l’acquisto singolo, senza bisogno si sottoscrivere un abbonamento alla piattaforma stessa.

Quello che si troverà di fronte lo spettatore sarà un qualcosa di molto più ampio rispetto ad un tradizionale concerto. Gli spazi dello splendido Teatro dell’Opera saranno utilizzati nella loro quasi totalità, sfruttando palco, retropalco, platea, camerini, corridoi ed altro ancora, per creare un unico grande ambiente scenico nel quale prenderanno vita, convivendo tra loro, canzoni, musica, danza e performance artistiche ed acrobatiche. Ad esaltare il tutto, suggestivi giochi di luce ed inquadrature utili a cogliere lo spettacolo da ogni punto di vista, quindi, in maniera non così dissimile da quanto avviene nelle produzioni cinematografiche. Un insieme di scelte artistiche e stilistiche che permette di unire in  maniera efficace la magia “fisica” del teatro e la magia “metafisica” del cinema, rendendo di fatto In questa storia che è la mia un vero e proprio FilmOpera dai contorni inediti per il panorama italiano. L’evento, della durata di novanta minuti, si apre con un intenso monologo composto da Baglioni stesso ed interpretato da Pierfrancesco Favino, al quale si aggiunge un preludio danzato dell’étoile di fama mondiale  Eleonora Abbagnato.

“La ferita dei teatri vuoti ci ha colpiti al cuore e faticherà a rimarginarsi. Per questo ho cercato di contribuire a riempire quel vuoto, portando in dono al teatro tutto quello che avevo da dare. Musica e parole, naturalmente. Ma anche un’opera che fonde recitazione, danza, gesto, giochi di luci e suoni, quadri animati da performer, e nella quale grande orchestra, coro lirico, coristi e band diventano co-protagonisti della narrazione” ha spiegato Baglioni, “ognuno di noi, con la propria arte, sensibilità, intensità ed espressività, ha provato a cancellare il vuoto del teatro, riempiendolo, letteralmente, di vita. Uno spettacolo totale in uno spazio scenico totale, nel quale, per la prima volta, l’idea wagneriana dell’arte totale si realizza in una architettura totale”.

Lo stesso Baglioni che, forte del grande successo ottenuto dalle due edizioni di Sanremo da lui condotte (2018 e 2019), ha già lanciato la propria candidatura per guidare l’Eurovision Song Contest 2022, che si svolgerà in Italia. “Nella mia carriera ho fatto tante cose diverse, dai concerti da solo sul palco negli stadi a eventi con 400 figuranti, allo stesso Festival di Sanremo, che alcuni hanno paragonato al nostro Superbowl. Noi (lui e Peparini, ndr) ci proponiamo in questo ruolo, al massimo ci rispondono di no”, ha commentato il cantautore.

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