In Vigilanza si parlerà di risorse Rai. Ma il canone resta in bolletta

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*Il presidente della Vigilanza Rai, Alberto Barachini (FI)*

Alla ripresa dei lavori parlamentari in Parlamento si parlerà di risorse Rai. La commissione di Vigilanza, infatti, ha in mente di dedicare un’intera audizione con i nuovi vertici di Viale Mazzini a questo tema. Il tutto a partire dal canone, che per il servizio pubblico (90 euro l’anno) risulta più basso rispetto alla maggior parte dei servizi pubblici europei; ma senza dimenticare il tema della pubblicità, per la quale si annunciano nuovi e stringenti tetti proprio per la tv di Stato. Il tema sta particolarmente a cuore al nuovo ad, Carlo Fuortes. Non porterà certo i libri in tribunale, ha garantito, non approverà mai un budget in rosso e nel frattempo ha messo i conti in ordine limando – in media dell’1 per cento – i budget delle strutture a partire da Rai1 (scesa a 124 milioni con un taglio di 825.000 euro). Ma c’è una cosa – sempre pensando alle risorse – che non preoccupa Fuortes: l’uscita del canone Rai dalla bolletta elettrica che ha consentito di abbattere la piaga dell’evasione. “Per quanto ne sappiamo è un falso problema” – ha spiegato in audizione in Vigilanza Rai derubricando la notizia apparsa sui giornali a semplice “disinformazione”. “Non è assolutamente all’ordine del giorno né del governo né del ministero”. E il motivo è semplice: il canone non è un “onere improprio” dell’energia elettrica. E non è una somma direttamente correlate con la fornitura della corrente.

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